Andra, sopravvissuta ai lager ha incontrato i liceali di Finale
Commovente conferenza on line promossa dagli studenti del Morandi In settecento collegati. «No alla indifferenza davanti alle atrocità»
Mattia Cocchi
FINALE. «Un’esperienza e una testimonianza di quello che è accaduto che non dimenticheremo mai...». Così gli studenti e i professori del liceo Morandi organizzatori di un evento on line insieme ad Andra Bucci che durante la seconda guerra mondiale, è sopravvissuta agli orrori del campo di concentramento di Auschwitz. La signora Bucci, in collegamento dagli Stati Uniti dove vive, ha raccontato la sua storia, nel 1944 venne arrestata a Fiume, la sua città natale, all’età di 4 anni insieme a sua sorella Tatiana e al resto della famiglia. Il 4 aprile 1944 iniziò la loro vita nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in particolare nel Kinderblock, baracca riservata ai bambini destinati ad essere le cavie degli esperimenti del dottor Josef Mengele. Dalla testimonianza di Andraè emerso come l’aver avuto una persona al proprio fianco, le abbia permesso di sopravvivere e mantenere viva la speranza di un futuro degno di essere chiamato tale. Il 27 gennaio del 1945 il campo di Auschwitz venne liberato dai sovietici e le sorelle Bucci ricominciarono la loro vita, convinte di essere le uniche sopravvissute della loro famiglia. Ma incredibilmente dopo un anno di ricerche la madre, Mira, riuscì ad entrare in contatto con Andra e Tatiana e si ricongiunsero nel dicembre del 1946 a Roma.
L’incontro organizzato dal liceo di Finale è stato moderato da alcuni ragazzi del quinto anno e, alla fine dell’evento on line, i rappresentanti d’istituto hanno scritto alcune righe ragionando sulle parole di Andra: «Una riflessione che ha colpito particolarmente gli studenti è quella che si è sviluppata a seguito della domanda “come ti definiresti oggi?”, a cui Andra ha prontamente risposto definendosi fortunata, nonostante tutto ciò che ha vissuto. Questa risposta ha scatenato negli oltre 700 ascoltatori collegati una riflessione profonda sulla vita e sulla tendenza diffusa a lamentarsi per motivi superficiali, ignorando la fortuna che si ha.
«L’incontro con la superstite della Shoah — continuano i ragazzi — si è concluso con un appello di vitale importanza che merita di essere diffuso, ossia quello di non rimanere indifferenti davanti alle atrocità che accadono oggi, in qualsiasi parte del mondo, perché ogni persona, nel suo piccolo, può fare la differenza e salvare delle vite».
«Un ringraziamento speciale - concludono i ragazzi - va ad Andra, che si è resa disponibile anche se in collegamento dall’altra parte dell’oceano, ai professori dei Dipartimenti di Lettere e di Storia e Filosofia che hanno organizzato l’incontro, alla dirigente Roberta Vincini, alla vicepreside e a tutti gli studenti che hanno partecipato». —
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