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Camere ardenti, l’Ausl «Tempi uguali a prima e nessuno spreco»

S.A.
Camere ardenti, l’Ausl «Tempi uguali a prima e nessuno spreco»

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Dopo l’anticipazione dell’apertura delle camere ardenti provvisorie e i disagi sottolineate da alcuni parenti di deceduti nei giorni scorsi, l’Ausl interviene,

L’azienda sanitaria dice che «per consentire l’effettuazione dei lavori di ristrutturazione delle camere ardenti a servizio dell’ospedale Ramazzini, nello spazio antistante è stata installata una struttura prefabbricata, che verrà utilizzata per il commiato ai defunti per il tempo necessario all’ultimazione dei lavori dell’edificio principale. Pur comprendendo i disagi che inevitabilmente una struttura provvisoria può comportare - disagi di cui l’Ausl si scusa e che si impegna a ridurre quanto possibile - è doveroso evidenziare che le regole e le tempistiche di esposizione delle salme non sono cambiate».

«Si precisa inoltre che il pagamento del corrispettivo dovuto per il noleggio del prefabbricato è decorso dall’ultimazione della struttura stessa e che attualmente non si prevedono costi ulteriori per il noleggio, quindi non c’è stato alcun “spreco di denaro” – continua l’azienda sanitaria, in risposta a quanto dichiarato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo nell’interrogazione su ritardi e costi per le nuove camere ardenti.

Contestualmente, l’Ausl annuncia che «nei giorni scorsi le aree oggetto dei lavori di ristrutturazione delle camere ardenti sono state consegnate per l’avvio del cantiere».

Sul caso interviene anche la capogruppo in Consiglio di FdI, Annalisa Arletti. «Sono felice che dopo la nostra interrogazione in Regione la situazione si sia sbloccata – dichiara – I container vicini alle camere ardenti, per cui paghiamo l’affitto da mesi, ora sono finalmente funzionanti. Che sia la volta buona? Purtroppo i disagi ci saranno in vista anche del caldo estivo, ma almeno la situazione si è sbloccata perché sono anni che viene giustamente lamentata l’inadeguatezza delle camere ardenti a Carpi, una struttura fatiscente che fatica a servire una comunità che cresce costantemente e che quindi si sposta inesorabilmente verso onoranze funebri private». —



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