In arrivo provvedimenti per i furbetti del cashback
Ogni sera, quando il titolare della stazione di servizio va a casa, si presenta il solito “furbetto del cashback“. Fa benzina per l’importo di un euro e due centesimi, paga e se ne va. I titolari delle pompe mostrano gli scontrini. In due giorni 16 rifornimenti, con la stessa carta, per un importo massimo di un euro e dieci centesimi. Un altro cliente ha pagato 11 volte in 48 ore, somme che vanno dai 17 ai 20 centesimi. I rappresentanti delle associazioni dei commercianti commentano : «Se ne approfittano ma non ce la sentiamo di dare la colpa a loro, piuttosto è colpa di chi non ha pensato di porre dei paletti per prevenire questi episodi». I più danneggiati sono di gran lunga i benzinai, ma la febbre del cashback colpisce anche altre attività con casse automatiche. Il sistema, che garantisce rimborsi fino a 150 euro, prevede anche un ulteriore bonus sulla base del numero di pagamenti: più sono le transazioni e maggiori sono le possibilità di scalare la classifica del super cashback, che ogni sei mesi regala 1.500 euro a 100mila persone. E i “furbetti” stanno approfittando della falla del sistema, che non ha previsto un importo minimo di spesa per le transazioni e non esclude dal conteggio quelle troppo ravvicinate. Per ottenere il rimborso del 10% sulle spese effettuate con pagamento elettronico, ma soprattutto per cercare di rientrare nei primi 100mila che riceveranno il Supercashback da 1.500 euro, alcuni ricorrono a metodi che, seppur non illegali, vanno a colpire gli esercenti che devono pagare le commissioni al circuito. A rimetterci sono gli esercenti, che pagano al circuito una somma per ogni pagamento registrato. Era anche stato previsto un protocollo d’intesa tra governo e gestori delle carte di credito per eliminare le commissioni sotto i cinque euro ma molti istituti non hanno aderito. Il Ministero dell’Economia è subito corso ai ripari, attraverso i propri sistemi di controllo è in grado di pizzicare coloro che abusano del sistema con micro pagamenti. La piattaforma che gestisce il cash back del ministero e i “controller” dello stesso assicurano di potere identificare chi, come e quando ha effettuato le transazioni e prevede di escludere coloro che hanno eseguito micro pagamenti in forma “seriale”. Ora, in attesa delle direttive del ministero e di una norma antielusiva, saranno solamente segnalate le transazioni sospette, in un secondo momento verrà messo in campo ( governo permettendo) un correttivo che possa avere come obiettivo una norma antielusiva o “anti furbetti”. Ma esistono già forme di tutela da parte dell’amministrazione finanziaria sulla base di norme che tutelano l’abuso del diritto. Potrebbe arrivare presto un correttivo al sistema senza ricorrere a passaggi parlamentari . —
* dottore commercialista
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