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delitto, i legali dei lepore 

«Claudia, perché il killer lascia il corpo nel frigo?»

«Claudia, perché il killer lascia il corpo nel frigo?»

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Continuano le perquisizioni e i sopralluoghi disposti dalla Procura di Higuey nella villa di Claudia Lepore, uccisa e trovata nel freezer.

Si indaga, in particolare, su dove possa essere stato commesso il delitto, visto che in casa non sono stati trovati residui organici della vittima. E in particolare sul punto del ritrovamento del cadavere, che non è stato fatto sparire, ma, dopo le violenze, lo strangolamento e le sevizie è stato spinto nel capiente scomparto freezer del frigo in cucina, in un’ottica del tutto contraria a qualsiasi logica omicida fine a se stessa. «Riportandosi al momento della commissione del delitto – dichiarano gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti – se compiuto con dolo d’impeto dovrebbe ritenersi logico un atteggiamento teso a occultare il corpo. Tuttavia, in questo caso, l’assassino ha agito in maniera diametralmente opposta, privilegiando una sistemazione che ne agevolasse la conservazione, bloccando addirittura l’anta del freezer dall’esterno con una scala. Perché?».

«Il congelamento ha consentito all’autore del delitto di guadagnare tempo utile alla fuga», proseguono i legali.

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