Centro anti-violenza tutti lo vogliono ma bando deserto
MEDOLLA. Dovrebbe nascere all’interno dell’ex asilo nido Panda ed è considerato uno dei fiori all’occhiello dei Servizi sociali dell’Unione, un esempio di ottima collaborazione civica e senza colori politici. Ma l’iter del centro antiviolenza, che nei piano dovrebbe poter accogliere donne in difficoltà con i rispettivi compagni e bambini fragili con le loro mamme, subisce subito una brusca frenata. Dopo aver incassato infatti il plauso di diverse realtà del terzo settore, in particolare di quelle che lavorano con costanza nell’ambito della tutela delle fasce più deboli, non trova però ancora un gestore che possa dare slancio al progetto politico.
A dicembre erano 47 le donne con figli minori assistite per le violenze domestiche che avevano dovuto subire e proprio a loro si deve rivolgere il centro anti-violenza, fortemente voluto in modo bipartisan. Eppure qualcosa non funziona se il primo bando pubblicato dall’Unione è andato deserto (nessuno ha presentato domanda nei tempi stabiliti e non si registrano estromissioni per carenza di documentazione). Ma c’è voglia di persistere e nei prossimi giorni uscirà un nuovo avviso, stavolta con l’ambizione di individuare un gestore che voglia dedicare tempo, attenzione e competenza ad un settore particolarmente critico soprattutto in questo periodo storico dove i conflitti famigliari sono sensibilmente aumentati.
Il bando prevede la gestione iniziale di un anno e un contributo consistente: sul 2021, infatti, l’Unione prevede un sostegno economico di poco meno di 49mila euro fino a dicembre con altri 16.250 euro imputati sul 2022 nel periodo gennaio-marzo. Anche la Regione ha voluto giocare la propria parte nel progetto tanto che ha garantito un apporto di 57mila euro nell’ambito delle Pari opportunità a patto che il servizio venga affidato entro il 30 giugno 2021. —
F.D.
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