Costringeva le giovani a prostituirsi in strada Schiavista arrestata
La polizia la porta in carcere dove sconterà oltre 8 anni Tra la città e Castelfranco gestiva almeno quattro minorenni
Organizzava il viaggio della speranza dalla Nigeria in Italia: attraverso il deserto si arrivava in Libia per poi salire sui barconi che le avrebbero portate fin sulle coste europee. In qualche modo le faceva arrivare nell’opulenta Emilia dove quella che inizialmente appariva come una sorella maggiore, si trasformava presto in aguzzino: obbligava infatti le giovanissime (si parla di 4 minorenni) a prostituirsi, rinchiuse all’interno di un appartamento o sulle strade di Modena e Castelfranco. E se loro non condividevano quelle costrizioni ecco che partivano le minacce di morte. Per quei fatti, circoscritti tra il 2014 e il 2017 e in cui fu coinvolto anche un anziano italiano considerato il taxista delle ragazze, è stata condannata a oltre 8 anni di carcere. La polizia ha rintracciato e arrestato a Vicenza la 42enne di origine nigeriana, condannata per riduzione o mantenimento in schiavitù aggravato e immigrazione clandestina. L'ordine di carcerazione (precisamente a 8 anni, 7 mesi e 28 giorni) è stato emesso dalla Procura di Bologna ed stato eseguito dalla squadra Mobile del capoluogo emiliano, in collaborazione con i colleghi di Vicenza, che già avevano partecipato alle fasi del primo arresto, avvenuto nel 2018, insieme ai colleghi della Mobile di Modena e su disposizione della direzione distrettuale antimafia.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Stefano Orsi, era partita dalla denuncia di una ragazzina nigeriana (successivamente accolta in una comunità) ed era proseguita anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di osservazione su strada. La giovane permise di ricostruire tutto l’iter dell’arrivo in Italia dove avrebbe dovuto fare la baby sitter per una famiglia nigeriana. Ma finì invece presto a prostituirsi, raccogliendo nel giro di un anno circa 29mila euro, tutti consegnati alla schiavista come rimborso dei costi sostenuti per il suo viaggio dall’Africa. La donna arrestata, finita ai domiciliari a luglio 2018, aveva successivamente fatto perdere le proprie tracce, ma gli accertamenti svolti dalla polizia hanno permesso di individuarla a Vicenza, città su cui gravitava da tempo. —
F.D.
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