I messaggi di Ilaria e il movente economico del delitto ai Caraibi
Ilaria Benati, una dei tre indagati per il delitto di Claudia Lepore, ha ripetuto in più messaggi inviati dal luogo in cui si trova in restrizione, « la sua innocenza», spiega l’avvocato Luca Brezigar.
«Le comunicazioni non sono vietate dal luogo di detenzione in cui si trova – chiarisce il legale – E lei grida la sua innocenza tramite il telefonino. Ricordo, infatti, che il luogo di detenzione cautelare in cui si trova è inidoneo sotto tanti punti di vista. E se il tribunale non approverà la scarcerazione potremmo ricorrere ad Amnesty International. La detenzione di Ilaria non è a tutela della collettività, ma del processo. Inoltre, Lantigua, che ha confessato di essere il killer, ha detto davanti al giudice che Ilaria non c’entra. Nelle precedenti occasioni aveva fatto dichiarazioni alla stampa». Questo non significa che Ilaria possa sempre usare il telefono. «Nei messaggi, Ilaria ha accennato a un quantitativo di denaro che la vittima avrebbe dovuto a “El Chino”», prosegue il legale. L’equivalente della somma sarebbe di 2800 euro. I famigliari di Claudia, tuttavia, hanno sempre respinto l’esistenza di debiti e ricordano, invece, la precisione della carpigiana. —
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