Il negozio era chiuso ma Inps rivuole i soldi
Lettera a Davide Baraldi: «Mi chiedono 1200 euro C’era il lockdown, non capisco il motivo di questa scelta»
SAN FELICE. Davide Baraldi è uno di quegli imprenditori che non si fermano mai. Sempre pieno di energia e positività è il punto di riferimento per cacciatori e pescatori grazie al suo negozio in via Don Minzoni, senza scordare il suo attivismo nell’associazione Amici della 1893 banca Popolare di San Felice a cui si è aggiunto, nell’ultimo anno, anche il ruolo di consigliere comunale. Non che tutto questo c’entri nella vicenda dove invece è lo sconforto a farla da padrona.
A Baraldi – ma nella Bassa le voci di episodi analoghi iniziano ad aumentare – è infatti stata recapitata una lettera da parte dell’Inps, che gli chiede il rimborso di 1200 euro. Si tratta di una “indennità non spettante”, così viene definita nella missiva, per emergenza Covid. A dire la verità i 1200 euro sono la somma di due bonifici da 600 euro cadauno ricevuti dall’imprenditore tra aprile e maggio 2020 come ristoro del lockdown di quei mesi e spediti dalla stessa Inps. «Gentile signore – intima l’istituto di previdenza a firma del direttore Aldo Manella – dovrà provvedere al pagamento di tale somma entro 30 giorni dalla notifica della presente comunicazione».
Lo stupore in casa Baraldi è stato però enorme. «Già leggere che ci sono dei soldi “indebitamente percepiti” lo ritengo offensivo e svilente. Mi sento quasi un ladro – dice l’imprenditore – Ho già contattato il mio commercialista per capire cos’è accaduto perché ovviamente tutte quelle pratiche le ha fatte un professionista, di sicuro non mi ci sono messo io. Per quanto posso capire mi contestano di aver incassato somme che non avrei dovuto percepire perché, evidentemente, non ero da indennizzare. Eppure nella primavera 2020, come imposto dalla legge, ho chiuso il negozio durante il lockdown per riaprirlo solo a metà maggio quando è stato possibile farlo. Per di più va annotato un ovvio calo di fatturato rispetto all’anno precedente, il che mi metteva nelle condizioni di chiedere un indennizzo dallo Stato. Io, dopo tanti anni di lavoro, qualche soldo l’ho messo via, ma penso a chi su quei 1200 euro ha fatto affidamento per mandare avanti l’attività o per il sostentamento della famiglia».
In attesa di un riscontro formale con l’Inps, Baraldi trova comunque il modo per sorridere: è un po’ come al ciapa e mola nella pesca, prima ti danno i soldi poi tu glieli ridai. —
F.D.
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