Le associazioni all’attacco «Un metodo oltraggioso»
Cna, Confesercenti e Lapam commentano le chiusure Comunicazioni tardive e spese per l’apertura fantasma finiscono nel mirino
È netta la valutazione negativa di Cna Modena per la decisione assunta in extremis dal governo: “Ancora una volta non entriamo nel merito delle decisioni assunte per contrastare l’epidemia, ma sicuramente lo facciamo per le tempistiche e le modalità con cui queste sono assunte: comunicare la domenica che la prevista riapertura degli impianti sciistici è prorogata al 5 marzo è al limite dell’oltraggioso. Ora più che mai - continua Cna - sono indispensabile aiuti economici concreti, perché in questo caso non siamo in presenza solo di mancati ricavi, ma anche di costi sostenuti per approvigionamenti di derrate alimentari che saranno inutilizzati. Aprire un ristorante, un bar, negozio non è come schiacciare un interruttore”.
Per Matteo Tadolini, presidente Confesercenti Area del Frignano la decisione del governo di chiudere gli impianti a 12 ore dall’avvio previsto per suona come una beffa: «Le stazioni sciistiche non lavorano da un anno e con grandi sacrifici hanno investito gli ultimi risparmi per anticipare le spese necessarie alla riapertura. Improvvisamente le regole sono cambiate: siamo rimasti allibiti».
È d’accordo Gabriella Gibertini, presidente Assoturismo Modena: “In Appennino gli operatori turistici hanno accettato prenotazioni, richiamato il personale, effettuato ordini di prodotti per i ristoranti, sanificato gli ambienti e tutto viene rimandato a una data ipotetica. Servono ristori adeguati per rimborsare le spese sostenute per una ripartenza che non si è verificata”.
Lapam Confartigianato interpreta la profonda amarezza degli operatori del settore dello: “Facciamo nostre le parole del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: siamo stupiti e sconcertati per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla ripartenza, che era stata condivisa e annunciata. Francamente questo metodo di lavoro è inaccettabile e oltraggioso nei confronti di operatori che hanno fatto sacrifici enormi per poter riaprire, seguendo le norme molto stringenti dal punto di vista della sicurezza”. —
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