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Ombretta lascia “Ricommerciamo” ed è la prima a riaprire in centro storico

Mattia Cocchi
Ombretta lascia “Ricommerciamo” ed è la prima a riaprire in centro storico

San Felice. Il 27 febbraio il negozio di abbigliamento sarà operativo in via Mazzini dando un primo segnale di rilancio del cuore della cittadina dopo nove anni di emergenza 

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Mattia Cocchi

SAN FELICE. Sarà la prima a rientrare davvero in centro storico. E accadrà sabato 27 quando in via Mazzini 51, nel cuore del paese, “Mamitù”, il negozio di abbigliamento per bambini da zero a 16 anni di Ombretta Franchini accenderà le luci accompagnati da sorrisi pieni di speranza. Si tratta della prima attività che lascia il centro “Ricommerciamo” creato in seguito al sisma del 2012. Una scelta coraggiosa di una imprenditrice che vuole scommettere su San Felice e il futuro. La storia dell’attività di Ombretta Franchini nasce proprio un anno prima del terremoto quando, rileva il negozio “Baby shop”. Nel marzo dello stesso anno avviene l’inaugurazione della nuova attività a cui Ombretta cambia il nome in “Mamitù”. Ma nel maggio del 2012 ecco la tragedia del terremoto. Omnrretta non si arrende e prosegue l’attività nel garage di casa, prima di trasferirsi nei locali di “Ricommerciamo”, il centro in cui vengono raggruppati diversi negozi.

Alcuni anni relativamente tranquilli, con “Ricommerciamo” che inizia a trovare il suo equilibrio e la situazione, seppur temporanea, inizia a dare i suoi frutti. Nel 2020 arriva però la pandemia di Covid-19 a bloccare di nuovo tutto. Che Ombretta si arrende però non esiste e infatti siamo all’annuncio del ritorno in centro storico: «Sono mesi ormai che stiamo lavorando per preparare il nuovo locale, ora è finalmente tutto pronto per poter tornare ad un principio di normalità dopo quasi nove anni dal terremoto. Avrei preferito festeggiare i dieci anni del mio negozio e l’inaugurazione della sede in via Mazzini, ma purtroppo al momento non è possibile organizzare alcun tipo di iniziativa a causa del Covid - racconta sorridente - Spero di avere la possibilità di recuperare in seguito, con gli altri commercianti quando saranno rientrati anche loro in centro storico.Ringrazio i clienti e i fornitori che mi sono sempre stati vicino, la Regione, l’amministrazione attuale e quella precedente, insieme all’ufficio tecnico e a Lapam e Cna. Spero che il mio trasferimento nel cuore del paese sia in qualche modo un segnale di speranze. Fiducia nel futuro e nella voglia di mettersi tutto alle spalle. Covid compreso quando sarà possibile. L’esperienza di “Ricommerciamo” ha rinsaldato il legame tra commercianti facendone un gruppo unico. Forte. Che sono convinta proseguirà anche quanto tutti torneranno in centro». —

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