Gazzetta di Modena

Modena

Perso un milione di euro al giorno Il tessile fa i conti con cali del 50%

Saverio Cioce
Perso un milione di euro al giorno Il tessile fa i conti con cali del 50%

Ricerca su un campione di 300 imprenditori. Fatturati mediamente dimezzati. Difficile pagare i crediti

3 MINUTI DI LETTURA





Saverio Cioce

Come gestire l’economia dell’incertezza ai tempi del Covid? Come farlo dopo un ventennio in cui Carpi mantiene nel tessile abbigliamento la metà delle sue risorse ma con un continuo calo di investimenti, addetti e redditività? In cui tanti contoterzisti e fornitori di accessori, locomotiva trainante dell’economia locale, chiudono i battenti?

Sono queste alcune delle domande più immediate che emergono dalla corposa indagine promossa dal Comune di Carpi e che è stata pubblicata di recente. “Economia e società a Carpi” è la fotografia aggiornata del mondo di Carpi e di quello che è fuori dalle terre dei Pio ma che ha fornito sinora il benessere e l’occupazione in un distretto che è arrivato dal dopoguerra alla quarta generazione.

La pandemia però è arrivata come un incudine su una bicicletta, e ha frantumato una ripresa che aveva recuperato molta parte del fatturato perso.

Le cifre diffuse nel sondaggio effettuato da Demoskopika parlano da sole. Quattro su dieci, dei trecento imprenditori interpellati, parlano di un calo dei ricavi che sfiora il 50%. È chiaro che su questo dato pesano le massicce importazioni dall’Oriente, a Partire da Cambogia e Vietnam, di capi che poi non sono stati venduti e che rappresentano uscite senza il beneficio della vendita: i profitti attesi sono rimasti pie intenzioni.

Un’altra stima parla di una perdita, sempre per il distretto di Carpi e nel settore trainante della nostra economia, di un milione al giorno nel 2020.

Il tonfo del fatturato è secco: meno 350 milioni all’anno, euro più o meno. Chi ogni giorno fa i conti in azienda parla di una riduzione di fatturato che va dal 30 al 50% ; questa almeno è la stima che viene fatta da un’interpellato su tre del campione che sottolinea anche l’inceppamento della macchina produttiva per la liquidità prosciugata. Quasi la metà degli intervistati parla di grandi difficoltà per saldare in tempi ragionevoli i fornitori, i mutui e i prestiti con le banche, ovviamente le tasse e persino bollette e affitti.

Ma non si creda che i carpigiani stiano sventolando bandiera bianca.

Anche se la quasi totalità del campione teme e mette in conto la terza ondata del Covid, ben quattro imprenditori su cinque si sono attivati per reagire con cambiamenti di prodotto o di commercializzazione e restare sul mercato. Le venti aziende ad esempio che hanno riconvertito la produzione per fornire mascherine certificate sono solo la punta dell’iceberg di un’economia tessile che non ha tirato i remi in barca.

«Non ci sono ricette già pronte - riassume il vicesindaco Stefania Gasperini, che ha patrocinato la ricerca - Non si tratta più di mettere a disposizione terreni per capannoni ma pensare strade alternative e poco battute per aumentare il valore delle nostre produzioni. Io credo fermamente nella qualità di ciò che viene realizzato dai vari imprenditori, piccoli e grandi, a Carpi e nel distretto. Ma tutto ciò va fatto conoscere con un marchio di qualità, capace di dare al consumatore finale un riconoscimento automatico. Non a caso si parla di ecosistema economico. Ovvero formazione, esportazioni, aggregazioni e contratti di filiera oltre a produzioni che portino a una moda e a capi sostenibili dal punto di vista ambientale».

L’esperienza del 2009 con Fashion Contract, con dieci aziende collegate dal progetto al capo finito, potrà essere replicata e allargata? —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google