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Commessa super per l’azienda Negrini: le benne più grandi d’Europa alla ex Ilva

Giovanni Medici
Commessa super per l’azienda Negrini: le benne più grandi d’Europa alla ex Ilva

Pesano 17 tonnellate ciascuna con tanta tecnologia. Dalla Divella un altro incarico da record per scaricare il grano dalle navi

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Giovanni Medici

La Negrini srl di Castelfranco terminerà nei prossimi giorni la consegna delle sue benne speciali, le più grandi di Europa, all’ex Ilva di Taranto. L’impresa, di cui sono titolari Gino Negrini e il figlio Massimo, ha vinto l’anno scorso infatti un’importante commessa dalla Arcelor Mittal e le nuove gru utilizzate dall’acciaieria pugliese avranno al gancio cinque benne adatte per scaricare le merci dalle navi, prodotte proprio al villaggio Venturina Uno che si affaccia sulla via Emilia. Sei Tir sono partiti o sono in partenza per Taranto, con a bordo le enormi “vongole” marchiate Negrini, in pratica due grandi valve a cerniera che si aprono e si chiudono a comando.

«Pesano circa 17 tonnellate l’una, sono in ottimo acciaio e dotate di tanta tecnologia, sia per ciò che riguarda la parte elettronica che per quella idraulica. Abbiamo sbaragliato la concorrenza di aziende di altri Paesi europei – spiega Massimo Negrini – e realizzato a un prezzo competitivo un prodotto personalizzato in base alle richieste del cliente, anche alle sue esigenze ambientali».

Che nel caso dell’ex Ilva devono essere certamente particolari considerando il ruolo che questa azienda riveste a Taranto. «Abbiamo lavorato duramente per tre mesi per soddisfare questa commessa». La Negrini, due sedi a Castelfranco per 2000 metri quadrati complessivi di superficie, è la classica impresa modenese leader in una nicchia di mercato (in Europa ce ne saranno tre di aziende che hanno queste capacità e competenze) e che è più conosciuta all’estero che in Italia.

Una ventina di dipendenti, fondata nel 1967 come Officina Meccanica Fratelli Negrini, l’azienda dopo alcuni anni di attività iniziò a riparare macchine movimento terra; intuizione vincente, tanto che finì per specializzarsi nella produzione di attrezzature per questi mezzi da lavoro, per soddisfare le esigenze crescenti di un’economia sempre più produttiva come quella modenese. Nel corso degli anni, anche in seguito all’ingresso di Massimo in ditta, arrivò la decisione di concentrarsi nella progettazione e produzione di benne e polipi, oltre che nella loro assistenza.

Per la costruzione delle isole artificiali di Dubai sono state usate benne “made in Castelfranco” e così anche per metropolitane, dighe marittime e opere portuali realizzate in vari Paesi. La Divella di Bari dall’anno scorso usa prodotti Negrini per scaricare le navi di grano necessario per produrre la sua pasta, in particolare la benna elettro-idraulica più grande d’Italia. Ovviamente il fatturato dell’impresa è legato soprattutto all’export «ma nel 2020 anche l’Italia ha dato un buon contributo. Siamo rimasti chiusi in occasione del primo lockdown per 4-6 settimane ma abbiamo recuperato il tempo perso – continua Massimo Negrini, grande appassionato tra l’altro di moto Harley Davidson – e consegnato i nostri prodotti ai clienti con una settimana di ritardo al massimo. Certo la situazione attuale vede interi continenti fermi a causa della pandemia e lo vediamo bene noi che spediamo in tutto il mondo la nostra produzione». Spesso copiata dalla concorrenza più spregiudicata, la Negrini ora ha scoperto che a prendere ispirazione dalla sua produzione non sono più aziende dell’Oriente bensì imprese tedesche e olandesi.

«Il prossimo step – conclude Negrini – sarà il controllo remoto delle benne, ovunque siano nel mondo, per effettuare la diagnostica e avere informazioni sul loro utilizzo. È una nostra idea, stiamo aspettando di perfezionare il brevetto». —

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