Una giornata nazionale dei camici bianchi per l’impegno anti Covid
l’omaggio
In occasione della prima “Giornata nazionale dei camici bianchi”, nell’ospedale di Sassuolo, tutti gli operatori in servizio hanno osservato un minuto di silenzio e hanno voluto rappresentare simbolicamente, con una foto la loro partecipazione a questa nuova iniziativa, nata dalla volontà del regista Ozpetek e di Mogol, per ricordare l’ impegno di tutti i sanitari durante la pandemia di Covid-19.
«La scelta - spiega il direttore sanitario dell’ospedale, Silvio Di Tella - è stata quella di rivolgere il nostro pensiero a tutti coloro che si sono ammalati, pazienti e operatori sanitari, in modo particolare, a tutte le vittime della pandemia».
Molto spesso si parla dell’eroismo di medici e infermieri in prima linea, dagli ospedali agli ambulatori di famiglia, ma troppo spesso si dimentica la durezza di un lavoro svolto per troppe settimane senza Gli adeguati strumenti di protezione, dalle tute alle mascherine.
E le immagini dei sanitari che indossavano mascherine di ogni tipo e sacchetti dell’immondizia sopra i camici fecero il giro del mondo.
Esattamente un anno fa, il 20 febbraio 2020, Annalisa Malara, anestesista dell’Ospedale di Codogno, scoprì che Mattia, il cosiddetto Paziente Uno era stato contagiato dal Sars Covid 2. Da lì è iniziata la battaglia quotidiana contro la pandemia che sino a oggi ha fatto in Italia quasi 95 mila morti. —
A.S.
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