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MIRANDOLA 

Una nuova Tac per l’ospedale L’altra in Romania

Una nuova Tac per l’ospedale L’altra in Romania

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MIRANDOLA. Prendono il via i lavori di adeguamento di locali e impianti per l’installazione della nuova Tac dell’ospedale. L’apparecchiatura, funzionante ma ritenuta non più adeguata agli standard, è stata smontata e, grazie all’associazione La Nostra Mirandola presieduta da Nicoletta Vecchi Arbizzi che l’aveva donata nel 2009, sarà inviata in Romania. Per tutta la durata dei lavori di installazione della nuova Tac (circa sei settimane, tra adeguamento di locali e impianti, consegna e installazione del nuovo apparecchio, collaudi, formazione del personale e messa in funzione), gli esami Tac ambulatoriali programmati, quelli per Pronto Soccorso e per i pazienti ricoverati saranno garantiti da una Tac provvisoria, già in funzione per continuare ad offire prestazioni, arrivate nel 2020 a quota 10mila grazie al lavoro dell’unità operativa diretta dalla dottoressa Novella Guicciardi. «La nuova strumentazione – spiega l’ingegner Marco Martignon – unisce una qualità dell’immagine di altissimo livello a una sensibile riduzione della quantità di radiazioni».

«L’Ausl ha sostenuto un investimento importante – sottolinea Giuseppe Licitra, della direzione medica – per dotare Mirandola di una tac di ultima generazione, con un costo complessivo di circa 500mila euro».

«Sono diversi anni che La Nostra Mirandola Odv opera – afferma Vecchi Arbizzi – per dare una nuova vita alle Tac, perfettamente funzionanti, trasferendole in Paesi in via di sviluppo o in aree disagiate, come Paraguay, Uganda, Nicaragua, Bosnia e Romania». —

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