Palazzaccio, addio ai ricorsi Bocciate le ultime richieste
Fondate le ragioni sanitarie per lo sgombero del 2005 in via San Pietro Nell’area del condominio demolito verrà realizzata la sede della Polizia locale
Daniele Dei
Cala il sipario sulla questione dei ricorsi presentati dai proprietari dell’ex “palazzaccio” di via San Pietro 6 a Sassuolo. La parola fine la pone il Consiglio di Stato, che all’inizio di questa settimana ha pubblicato la sentenza che mette fuori gioco tutti gli ex proprietari da eventuali rivalse sul Comune e respinge anche l’appello dell’ultimo inquilino ancora in ballo, Rachid Moussadek.
Tutto risale al 2005, quando agli abitanti di quell’immobile fu presentata un’ordinanza di sgombero da parte dell’allora sindaco Graziano Pattuzzi per lasciare l’immobile entro il 16 giugno di quell’anno, prologo di un’azione di demolizione del fatiscente condominio sul cui terreno dovrà sorgere la nuova sede della polizia locale.
In tutto le persone ricorrenti all’inizio erano 15, più una società immobiliare. Secondo i proponenti del ricorso, all’epoca non ci sarebbero stati i presupposti per un provvedimento così urgente e con un ristretto arco di tempo fornito per lo sgombero, oltre ad altri aspetti come un presunto mancato avviso di procedimento, contenuti generici nei documenti dell’azienda sanitaria relativa alle condizioni igieniche degli alloggi e infine un non dimostrato rischio statico.
Tutte le questioni sono state affrontate dal presidente della seconda sezione del Consiglio di Stato, Carlo Deodato, assieme ai suoi quattro consiglieri, nella seduta telematica di scena lo scorso 2 febbraio. Nel corso di questi anni, si è assistito a una generale “carenza di interesse” da parte dei ricorrenti, tanto che una gran parte non aveva nemmeno presentato domanda di fissazione dell’udienza nei cinque anni stabiliti. A ogni modo, il Consiglio di Stato ha ribadito la liceità dell’intervento: «sia il comando dei vigili del fuoco che il corpo di polizia municipale – si legge nella sentenza – da tempo avevano evidenziato la presenza di situazioni di pericolo per l’incolumità delle persone, derivanti dal distacco di grossi frammenti di guaina bituminosa dalla copertura del fabbricato in questione, da perdite d’acqua, dalla mancanza di estintori dalle tubature, nonché dalla verificata instabilità dell’edificio».
Ancora, si ribadiscono i presupposti giustificanti il provvedimento, validati «dall’impossibilità di differire l’intervento ad altra data, in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente e dall’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi della legislazione».
Nelle scorse settimane i servizi legali del Comune avevano provveduto a chiudere la partita della liquidazione degli ultimi indennizzi in modo da potersi concentrare solo ed esclusivamente sul cantiere della sede della polizia municipale, atteso da quest’anno con termine di realizzazione nel 2023. —
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