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«Chiuse le palestre comunali Sono troppi i contagi in paese»

Elena Pelloni
«Chiuse le palestre comunali Sono troppi i contagi in paese»

La decisione va a sospendere le attività extrascolastiche nelle varie strutture Il sindaco: «Scelta dolorosa, ma non è possibile abbassare la guardia ora»

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Elena Pelloni

Savignano. Savignano è il primo Comune della Provincia ad assumere questa decisione: sospendere l’attività nelle palestre comunali per le discipline sportive extrascolastiche. Ovvero, ha disposto lo stop per gli allentamenti delle squadre di pallavolo, basket e taekwondo. Una decisione assunta dal sindaco Enrico Tagliavini a seguito del notevole aumento di casi di positività nell’ultima settimana. «58 nuovi positivi nel giro di una settimana è un numero mai visto dall’inizio della pandemia - spiega il primo cittadino - Sono seriamente preoccupato per la mia città e voglio prendere le misure necessarie affinché il contagio torni a livelli accettabili».

Savignano ha infatti registrato in questo modo un indice di casi settimanali pari a 625 ogni 100mila abitanti. Stime che, secondo Tagliavini, sarebbero da «zona rossa». Inoltre, l’altro dato che ha indirizzato la decisione del sindaco di sospendere le attività nelle palestre riguarda l’abbassamento dell’età media tra i contagiati. «Sono sempre più giovani i nuovi positivi e si tratta di un fatto sul quale non voglio soprassedere - illustra - Finché ci trovavamo in zona gialla e l’indice di contagio rientrava nella norma non c’era motivo di assumere decisioni di questo tipo. Ma ora la situazione è cambiata e dobbiamo tutti mantenere alta l’attenzione. La battaglia contro il virus non è finita». Enrico Tagliavini incontrerà questa mattina in municipio i rappresentanti delle società sportive di Savignano per spiegare loro le ragioni della scelta. E per discutere insieme le tempistiche di questo periodo di sospensione. Quello che il primo cittadino ora auspica è che altri sindaci del territorio assumano la sua stessa decisione. «Invito i colleghi dei Comuni coinvolti da questo aumento dei contagi a fare lo stesso, sospendendo le attività sportive extrascolastiche - aggiunge - Noi sindaci non abbiamo molti strumenti per agire in modo incisivo. Ma uno di questi sicuramente sono le ordinanze contingibili e urgenti, come quella che ho firmato oggi (ieri, ndr), le quali permettono azioni immediate per cercare di contenere il proliferare del virus. Specialmente tra i più giovani». Quella del sindaco di Savignano è stata sicuramente una decisione difficile da assumere ma che intende prevenire eventuali focolai all’interno di palestre e squadre di giovanissimi. «Amo lo sport e penso che per i ragazzi sia stata una valvola di sfogo importante - prosegue - Ma non possiamo nasconderci dietro a un dito. L’attuale normativa prevede infatti che possano proseguire le attività sportive quelle categorie di atleti agonisti che partecipano a campionati di rilievo nazionale. Eppure, sappiamo bene che al momento molte società hanno riattivato gli allenamenti anche per squadre che non rientrano esattamente in questa categoria. Non è il momento di abbassare la guardia».

Tagliavini aggiunge inoltre un’ultima considerazione: «L’attività sportiva in luoghi chiusi, senza mascherina e senza distanziamento è una cosa che non possiamo permetterci al momento. Anche perché, onestamente, verrebbe da chiedersi come mai molte altre attività dovrebbero continuare a rimanere chiuse». —

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