Soliera, secondo focolaio alle “Garibaldi”
L’appello dei genitori: «In quarantena 5 classi su 6 nel plesso. Servono screening di massa e chiusura per sanificare»
Serena Arbizzi
Cinque classi su sei sono state in quarantena a febbraio. Vista la situazione di grande incertezza nei contagi, i genitori chiedono a gran voce la chiusura della scuola per la sanificazione e uno screening di massa come quello effettuato a Nonantola sabato scorso.
I genitori del plesso di via Roma della scuola elementare Garibaldi di Soliera sono molto determinati nel chiedere che vengano adottate queste misure. Nel plesso si sono verificati due focolai: uno a novembre e uno in queste settimane. Tanto che, in f febbraio, cinque classi sulle sei di via Roma sono state in quarantena.
«Il plesso conta sei classi per 128 ragazzi, 12 insegnanti e tre componenti del personale Ata – spiegano i genitori – Qui si sono già registrati due focolai, il primo a novembre, con 20 positivi tra bambini e insegnanti, il secondo in corso, con, al momento, 16 coinvolti tra insegnanti, bambini e Ata. In entrambi i casi le classi chiamate per lo screening sono state cinque su sei. A novembre, tutte le cinque classi sono poi finite in quarantena, perché sono emerse ulteriori positività. In entrambi i casi un insegnante positivo è stato anche nella sesta classe ma l’Ausl ha scelto di non fare lo screening perché ha trascorso solo un’ora in quella classe, mentre al di fuori della scuola vanno segnalati come contatti stretti tutti quelli con durata superiore ai 15 minuti... A novembre, non è stata imposta nemmeno la sanificazione straordinaria degli ambienti».
La situazione odierna, invece, è venuta alla luce una ventina di giorni fa, quando due del personale Ata sono risultati positivi.
«Lo screening imposto dall’Ausl era solo per gli altri collaboratori Ata, anche se i positivi avevano ovviamente frequentato tutti i locali della scuola – proseguono i genitori – Successivamente, sono risultate positive due insegnanti, una delle quali ha fatto attivare lo screening su due classi, entrambe in quarantena con tre e cinque positivi, mentre l’altra avendo insegnato solo per un’ora in altre classi non ha portato a ulteriori screening... A distanza di 15 giorni ora rientrano le due classi che hanno terminato la quarantena mentre, nel frattempo, altre tre classi sono state messe in isolamento fino agli esiti dei tamponi perché riscontrate positività tra i bambini e un’insegnante che hanno frequentato fino a pochissimi giorni fa. Senza un ‘punto zero’ facendo uno screening a tappeto e una sanificazione straordinaria rischiamo di trovarci nella medesima situazione in breve tempo».
«Non colpevolizziamo in alcun modo il personale scolastico che segue le regole ed è stato colpito in prima persona, ma ci siamo preoccupati per la “superficialità” dei tracciamenti», concludono i genitori.
Il sindaco Roberto Solomita afferma: «È vero che presso il modulo ci sia stato un numero elevato di classi in quarantena. Tuttavia, diventa molto difficile individuare l’origine e la responsabilità del focolaio. Capisco la preoccupazione e la rabbia dei genitori che si trovano di fronte a un secondo focolaio, ma stiamo seguendo tutti i protocolli», conclude il primo cittadino.. —
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