Omicidio Bertarini Ergastolo a Rainone anche in appello
Zocca. Confermata la sentenza di primo grado UCCISE I DUE FRATELLI BRENO E UGO
la sentenza
zocca. Ergastolo confermato per Angelo Rainone per il dupplice omicidio dei fratelli Breno e Ugo Bertarini. Lo ha deciso la corte d’assise di Appello di Bologna dopo un’ora di camera di consiglio. A Rainone non sono state neppure concesse le attenuanti generiche come del resto non hanno trovato terreno fertile le richieste della difesa, tese quantomeno a far cadere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. E i giudici non hanno neppure disposto una perizia psichiatrica, ultima disperata carta che l’avvocato dell’imputato ha tentato di prospettare.
Rainone, come era già avvenuto durante il processo di primo grado, si è anche concesso alcune dichiarazioni spontanee in cui ha accusato tutto e tutti di non volergli credere, arrivando persino a confessare ciò che non aveva mai detto: «Sì, le telecamere mi riprendono nel tragitto verso la cascina ma nevicava molto e con la mia auto, che aveva solo due ruote motrici, non sono riuscito a salire e sono tornato indietro».
Fino a quel momento l’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore generale, Lucia Musti, aveva puntato a controbattere a tutti i motivi di appello avanzati dalla difesa. Si era dedicata molto a smontare la necessità di una perizia psichiatrica e poi aveva incalzato: «Chi poteva volere la morte dei Bertarini? Due signori anziani, lavoratori, benvoluti, inseriti da sempre nella loro comunità. Perché finirli addirittura con quelle modalità efferate, da macelleria?», si è retoricamente domandata facendo riferimento anche alle liti tra Rainone e i Bertarini per motivi economici.
La dottoressa Musti ha poi dedicato parte della requisitoria alla premeditazione («Ha colpito anche con la neve, seminando indizi per dimostrare che non era presente») e la crudeltà («27 fendenti a Ugo, 41 fendenti per Breno: Rainone ha voluto anche infierire sulle sue vittime, esercitare la propria crudeltà»).
E così, a metà pomeriggio, è arrivata la lettura della sentenza: ergastolo. «Era l’unica possibile – ha commentato l’avvocato Andrea Stefani, che rappresentava come parti civili la nipote dei fratelli Bertarini ed ex moglie di Rainone e i due figli della coppia – Credo sia stata fatta giustizia postuma per due persone. Ci sono delle responsabilità evidenti, mentre è sgradevole che Rainone continui a calunniare con le sue dichiarazioni». —
F.D.
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