Cosa dicono e permettono le ordinanze in materia
SESTOLA. «Sulle piste sci del Cimone possono sciare solo coloro che fanno agonismo e solo per questi ultimi funzioneranno gli impianti di risalita. Si può arrivare senza ciaspole o sci di fondo e noleggiare l’attrezzatura sul posto. In ogni caso l’attività sportiva sulla neve si può praticare senza problemi».
Questa in sintesi la risposta del Ministero degli Interni ai quesiti posti dal Club Alpino Italiano che aveva chiesto ufficialmente di sapere quali fossero le attività vietate e quelle ammesse per l’attività sportiva in montagna.
Così la decisione del governo Draghi sugli spostamenti è arrivata sul Cimone, una punta di zucchero nell’amaro delle chiusure degli impianti.
La risposta è stata comunicata ufficialmente pochi giorni ed è stata letta in ogni bar, ristorante, albergo, campeggio e ristorante, suscitando opinioni contrastanti. Ma cosa dice in buona sostanza il Ministero? La nuova ordinanza dopo la chiusura degli impianti arrivata poche ore prima del via libera atteso da mesi mette i paletti su ciò che si può fare, con sufficiente chiarezza. Chi è in area gialla o arancione può viaggiare in altre zone all’interno della propria regione per svolgere attività sportiva, spostandosi dalle 5 alle 22. D’altro lato le attività sportive da svolgere in montagna non devono essere disponibili nel Comune di residenza e comunque devono essere rispettate in forma individuale, senza creare assembramenti e rispettando una distanza di almeno due metri tra uno sportivo e l’altro. Tutto chiaro? Sulla carta sì. Sperando sempre di trovare controllori in grado di usare il buon senso e non il cavillo. —S.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google