«I turisti sul Cimone ci sono con i prezzi all inclusive»
«La montagna deve vivere tutto l’anno, non solo quando gira il business degli impianti in inverno. Uffizi e Ferrari sono a un’ora di macchina da qui»
FANANO. «Puntare sul pendolarismo, sugli amici che vengono per farsi la giornata sulla neve, al Cimone non basta più. Se non c’è un turismo stanziale, di più giorni, in grado di alimentare il resto dell’ indotto della filiera turistica, il nostro comprensorio rischia di diventare marginale. Quello che è accaduto con il Covid e le chiusure nel bel mezzo della stagione turistica ci devono far capire che dobbiamo lavorare insieme per un turismo attivo tutto l’anno. Non più solo piste per il carosello dello sci da discesa; tutto il sistema-turismo deve girare, con gli sport e le escursioni, le biciclette e l’alta montagna d’estate, l’aspetto naturalistico e quello botanico».
Matteo Baisi, 53 anni, titolare dell’ Hotel Firenze a Fanano, scuote la testa di fronte alle troppe parole che non sono servite ad avvicinare turisti per almeno due-tre giorni.
«Sono stati spesi altri 7 milioni per gli impianti - dice - ma non c’è una vendita di skipass a prezzi scontati agli alberghi per incentivare i pacchetti “all inclusive”. La mia esperienza mi insegna che se offri soluzioni chiavi in mano ai tour operator, la gente arriva anche dall’estero».
Baisi è nel turismo dalla nascita, da tre generazioni l’ospitalità di montagna è nel Dna della famiglia. Lui da giovane alternava l’attività di maestro di sci (Dolomiti, Svizzera, Cortina e l’americana Aspen) con i viaggi a New York in bassa stagione per fare il cameriere nei ristoranti. «In America conoscono l’Abetone come unica stazione sciistica a sud delle Alpi - rincara - E noi che facciamo? Dovremmo essere tutti collegati. Potremmo offrire, a chi viene da Londra, l’opportunità di vedere gli Uffizi a un’ora di macchina dal Cimone. O il museo Ferrari. Io l’ho fatto e i risultati con i tour operator inglesi specializzati con le scuole sono arrivati: l’anno scorso 120 persone, quest’anno 400 prenotazioni, anche se poi saltate per Covid. Come ho fatto? Ho presentato alle agenzie inglesi un progetto di vacanze con più formazione che il loro ministero dell’Istruzione ha validato e approvato. Risultato: un contributo di 5 sterline al giorno per studente, che sarebbe stato speso per garantire agli studenti le visite alla Ferrari o agli Uffizi, a seconda dell’indirizzo di studio. E corsi di cucina italiana con il nostro chef».
Gli alberghi aperti in questi giorni nel comprensorio sono, oltre al Firenze e il rifugio omonimo al Lago della Ninfa, il Nuovo Parco, la Locanda Zita, Albergo Passo del Lupo, Cà Cerfogli, Miramonti, Hotel del Corso, Albergo Cimone, Campeggio Parco dei castagni, Locanda Romana, Albergo delle Fate. — S.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google