Post-Zingaretti, Bonaccini in campo E nel Pd modenese volano gli stracci
Con il segretario travolto dalle polemiche, il futuro è nelle mani del governatore Gasparini “boccia” Fava: «Sì alle alleanze M5S-Leu»
Neanche a farlo apposta, nel giro di poche ore si sono “divisi” equamente la coppia Salvini-D’Urso, protagonista di diversi memorabili momenti nel salotto della conduttrice napoletana. Se però il tweet del governatore emiliano aveva un obiettivo - non lasciare alla destra la “bandiera” delle riaperture - quello del segretario nazionale ha lasciato tutti spiazzati. I protagonisti sono Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, che negli infuocati giorni che sta vivendo il Pd sono arrivati a una resa dei conti in vista del congresso anticipato, dal momento che sembra ormai impossibile che il segretario nazionale arrivi alla scadenza naturale, fissata nel 2023.
Da una parte, dunque, c’è un segretario ormai scaricato da mezzo partito dopo aver puntato tutto su Giuseppe Conte e sull’alleanza con M5S e Leu, mentre il tweet di apprezzamento per Barbara D’Urso ha fatto partire una polemica senza fine. Dall’altra parte c’è Stefano Bonaccini, che ha gelato il partito dicendosi d’accordo con la proposta di Matteo Salvini per la riapertura serale dei ristoranti nelle zone gialle. Non è un caso che la prima critica sia arrivata da Marco Miccoli, braccio destro di Zingaretti (insieme al modenese Stefano Vaccari) nella segreteria nazionale: «Dico a Bonaccini - scrive Miccoli - che le proposte di Salvini non sono mai ragionevoli». Un clima incandescente, che nel congresso anticipato (al 2022) che ormai tutti considerano scontato porterà alla candidatura di Bonaccini, che da una parte fin dalle elezioni regionai si è ritagliato un ruolo “extra Pd”, ma dall’altra è la figura più carismatica e in ascesa nel partito. Improbabile, però, che si arrivi a una scontro diretto Bonaccini-Zingaretti: uno dei due non sarà in campo, e ad oggi sempre probabile che sia l’attuale segretario a non ricandidarsi.
Uno scontro i cui echi arrivano anche a Modena, dove il partito si sta dividendo sull’alleanza con M5S e Leu. Se nei giorni scorsi dal segretario provinciale Davide Fava era arrivata una frenata, ad aprire le porte - prendendo indirettamente le distanze dal segretario - oggi è Stefania Gasparini, presidente della direzione provinciale, responsabile nazionale del dipartimento Pmi e convinta “zingarettiana”. «Bene Leu - sostiene Gasparini - se chiede un coordinamento anche in provincia con noi e M5S. L’alleanza con Leu è naturale e fondamentale soprattutto nei nostri territori. Con il M5S ci siamo trovati a governare per necessità nel 2019, e abbiamo gestito la pandemia responsabilmente». Secondo la presidente della direzione, dunque, «rafforzare questa alleanza, nell’attuale quadro politico, è la sola garanzia per proseguire questo lavoro, condizionare le scelte del nuovo governo e vincere le prossime amministrative sui territori. Certo - chiude Gasparini - il confronto si fa sui contenuti, come abbiamo sempre fatto, per provare ad allargare l’alleanza ad altre forze anche civiche che possano condividere il progetto per il futuro dei comuni che vanno al voto». —
L.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
