Stretta sulle baby-gang «Più controlli in centro e davanti alle scuole»
Il vertice del Comitato ordine pubblico dopo gli ultimi episodi Sotto osservazione anche la situazione del parco XXII aprile
Unire le forze per «intensificare le iniziative di prevenzione e contrasto con un’azione a tutto campo per arginare quelle aggregazioni giovanili, recentemente protagoniste di episodi di piccola criminalità e di disturbo della civile convivenza».
È la linea di lavoro condivisa uscita dalla riunione di ieri mattina del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di Modena, a cui hanno partecipato, oltre ai vertici delle forze di polizia, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della provincia Gian Domenico Tomei. Un vertice che si è concentrato soprattutto sul problema delle “baby gang” e delle risse provocate - soprattutto in centro storico, ma anche nei quartieri - da gruppi di minorenni che imperversano in città. Tra gli argomenti trattati in tema di sicurezza del territorio, come fa sapere la Prefettura, particolare attenzione è stata dedicata alla situazione del parco XXII aprile, evidenziata nei giorni scorsi dal comitato viale Gramsci e dintorni. Un’area che nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale per la riqualificazione e i numerosi controlli delle forze dell’ordine continua ad essere una delle più problematiche della città, in particolar modo per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Tornando alla questione delle bande giovanili, all’incontro di ieri, coordinato dal capo di gabinetto del prefetto Patrizia De Angelis, hanno partecipato anche un rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale, alcuni rappresentanti delle associazioni di genitori (Agea, Agesc e Cgd) e delle cooperative sociali modenesi. «Abbiamo discusso di prevenzione e contrasto alla microcriminalità - fa sapere la Prefettura - e della lotta al fenomeno delle bande giovanili». Durante il vertice è stato così deciso che «saranno implementati, d’intesa con le autorità scolastiche e in raccordo con i soggetti interessati, i servizi delle polizia, con la collaborazione delle polizie locali, per contrastare i fenomeni più diffusi nelle aree maggiormente a rischio, tra cui quelle nei pressi delle scuole e nei luoghi di aggregazione, e saranno rafforzati i percorsi formativi di sensibilizzazione nei confronti degli studenti».
Durante il confronto di ieri mattina in Prefettura, le associazioni dei genitori hanno condiviso l’opportunità di sviluppare ulteriori iniziative di educazione alla legalità e alla civile convivenza, contribuendo così a contrastare il fenomeno delle bande giovanili. —
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