Galeotto fu il manifesto per riaprire il teatro
VIGNOLA. Ha toccato anche Vignola la manifestazione solidale a favore del mondo dello spettacolo. E non sono mancati gli attriti. Nei giorni scorsi, infatti, l’amministrazione comunale aveva deciso di partecipare all’iniziativa nazionale “Facciamo luce sul teatro”. In quella occasione, Andrea Santonastaso, direttore del teatro comunale “Cantelli”, aveva affisso a fianco dell’ingresso il manifesto: “Chiusi: causa pandemia e inutilità del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo”. Manifesto che Santonastaso «ha rimosso, su richiesta dell’Amministrazione» poiché «riportava erroneamente il logo del Comune», spiega la giunta.
«Abbiamo presentato una mozione al presidente del Consiglio comunale per impegnare la sindaco a proporre un ordine del giorno per chiedere al Governo di aprire in sicurezza cinema e teatri – ha scritto conseguentemente l’ex sindaco Angelo Pasini – E chiediamo di rimuovere la “censura comunale” che ha fatto ritirare il manifesto».
Dopo questi fatti, l’amministrazione ha inviato ieri una lettera al presidente Mario Draghi e al ministro Dario Franceschini «per sollecitare azioni concrete verso il settore. Chiediamo di individuare un’adeguata protezione di continuità del reddito per i periodi di non lavoro degli addetti del settore, misure di regolamentazione e promozione per poter tornare ad organizzare in sicurezza spettacoli dal vivo».
Da oggi sarà anche affisso al “Cantelli” un nuovo manifesto: «“Babbo, cos’era questo?” “Un teatro” “A cosa serviva?” “A crescere, figlio mio. A crescere…”» ideato dallo stesso direttore Santonastaso. «Non mi sono sentito censurato, voglio dirlo chiaramente – afferma – Al di là delle dinamiche politiche a me importa solo che il mondo del teatro torni a lavorare». —
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