«Fermate la Mirandola Exit Riformiamo davvero l’Unione»
«Ci sono criticità ma senza preclusioni si può costruire un progetto condiviso» «La Regione guarda con interesse a sviluppi positivi». «Serve responsabilità»
MIRANDOLA. La proposta concreta, sul tavolo, adesso c’è. Attraverso Palma Costi, consigliere regionale del Pd ex assessore all’economia e alla ricostruzione sulle macerie lasciate dal terremoto. Ma sulla proposta lanciata alla Lega e alla giunta di centrodestra del sindaco Greco (che ha alla regia il deputato locale leghista Guglielmo Golinelli), a quanto pare c’è anche l’appoggio (se non il timbro) della Regione.
«Sediamoci a un tavolo e discutiamo per arrivare a dare vita a una vera e sostanziale riforma dell’Unione a nove Comuni», è la sostanza del messaggio che Costi e il Pd lanciano a chi governa Mirandola, perno (inutile negarlo) dell’Unione Area Nord.
«Onorevole Golinelli la sentenza del Tar sulla delibera di Mirandola Exit dall’Unione dei Comuni ha confermato quanto tutti sapevamo. Quando si governa , in virtù dei voti dei cittadini, non si è al di sopra delle leggi , bensì si devono rispettare. Inoltre lei agisce non solo come consigliere di Mirandola , ma come parlamentare eletto in un bacino più ampio - esordisce Palma Costi - Quando si governa si può sbagliare, ma perseverare in un percorso giuridico che di per sé non risolverà il problema che era e rimane politico è davvero diabolico. Posso comprendere che a caldo parliate di impugnativa al Consiglio di Stato, ma forse a chi governa si addice un atteggiamento più prudente e più consono al ruolo di rappresentanza, tanto più ora che la Lega a livello nazionale si è assunta un ruolo di governo in una compagine molto larga di forze politiche. Per questo auspico che la sentenza del Tar permetta al suo partito di acquisire una maggiore consapevolezza del vostro ruolo, per Mirandola e per tutta l’area dove è stato eletto come parlamentare. Consiglio - è l’auspicio di Costi che passa a una proposta concreta - di valutare nuovamente il progetto di riformare l’Unione a nove Comuni, tenendo conto delle criticità che abbiamo incontrato, con un vostro impegno a collaborare e costruire un progetto condiviso con gli altri sindaci e gli altri comuni. Sarebbe accolto con grande soddisfazione da tutta l’Area Nord...».
«Nel malaugurato caso non fosse possibile occorre da parte vostra lo stesso sforzo di disponibilità e collaborazione istituzionale al fine di addivenire ad una Unione ad otto comuni, senza strappi e con la pazienza di costruire la transizione. Da parte mia e della Giunta regionale - assicura Costi - tutta la disponibilità a sostenere una riforma dell’Unione a nove Comuni, che permetta ai cittadini della nostra area di avere risolti i problemi contingenti e un progetto di crescita sostenibile per il futuro , soprattutto ora che dovremmo spendere intelligenze e risorse per candidare progetti dell’ Area Nord al Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza per poter accedere alle risorse europee del Next generation Ue». —
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