Modena Nasce “Ma’ per te”: una lettura per le mamme
Si chiama “Ma’ Per Te” ed è il frutto dell’intuizione di un’editrice-scrittrice (Roberta Rossi) e di un’ostetrica laureata in Filosofia (Sara Meglioli). Il primo numero sarà disponibile online da maggio. Rossi lo mostra in anteprima nella sede della redazione. L’editrice sfoglia le bozze ricoperte di appunti e post-it «perché è così che si correggono».
MODENA Ma come magazine. Ma come sorpresa. Ma come mamma. Nasce a Baggiovara una rivista pensata per le madri del presente e del futuro.
Si chiama “Ma’ Per Te” ed è il frutto dell’intuizione di un’editrice-scrittrice (Roberta Rossi) e di un’ostetrica laureata in Filosofia (Sara Meglioli). Il primo numero sarà disponibile online da maggio. Rossi lo mostra in anteprima nella sede della redazione. L’editrice sfoglia le bozze ricoperte di appunti e post-it «perché è così che si correggono».
Rossi descrive il lavoro con una miscela di attenzione e soddisfazione, ripercorrendo la genesi dell’idea. «Quando è nata la seconda figlia ho provato un sentimento di solitudine - descrive Rossi - nel momento in cui il mio compagno è tornato al lavoro. Mi sono detta: “Cosa faccio?”. Ho continuato a lavorare, pur dovendo gestire anche lei. Non avendo vicini né i miei genitori né amiche nella stessa situazione, ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere tra le mani una rivista che mi potesse tenere compagnia. Da lì ho maturato il pensiero: “Non c’è? La facciamo noi nella nostra casa editrice”».
La casa editrice si chiama “Edizioni Terra Marique” ed è prossima alle dieci candeline. L’incontro tra Rossi e Meglioli ha accelerato un progetto che unisce testi e illustrazioni, creatività e scienza. «Devi saper ascoltare - prosegue l’editrice - e poi tradurre quanto hai assorbito non solo in un testo, ma anche in immagini e video. Devi entrare in linguaggio, che è ovviamente il nostro». L’ascolto è diretto sia alle madri sia alle esperte del settore, quali ostetriche, psicologhe e fisioterapiste. «C’è un mondo dietro la maternità - garantisce Rossi - e noi vogliamo raccontarlo». Il “noi” include le redattrici (Brigitta Ricci, Giada Bigarelli e Benedetta Pifferi) e le collaboratrici, che possono contribuire in quattro settori: redazione scientifica, redazione creativa, illustrazione, fotografia.
Da uno dei tanti confronti in redazione è nato il titolo del magazine
. «Ne abbiamo discusso ed è venuto fuori “Mamma per te” - ripercorre l’editrice - come un omaggio alle mamme. Poi l’abbiamo accorciato perché era troppo lungo. Il titolo significa che stiamo lavorando e dialogando con te e per te.
C’è anche un aspetto per cui la mamma quasi si sorprende. Durante la gravidanza e soprattutto dopo ci si prende poca cura di sé perché tutta l’attenzione è proiettata sul bambino. Noi vogliamo dire che “c’è anche il tempo per te” ed è quasi una sorpresa. “Ma’ Per Te”? Sì, è proprio per te».
Non occorre essere madri né per scrivere i testi né per descriverli con le immagini. Un esempio? L’articolo “Caro bambino ti scrivo”, lettera di una donna a un figlio immaginario. Non mancheranno nel primo numero riflessioni dedicate a madri celebri, come l’attrice italiana Claudia Cardinale o la tennista statunitense Serena Williams. La creatività si unisce alla scientificità apportata dalle addette ai lavori con un’avvertenza. «Abbiamo ostetriche esperte del mestiere, psicologhe, fisioterapiste - sottolinea Rossi - che parlano della gravidanza e del post parto da un punto di vista professionale. Nulla è lasciato al caso. Spieghiamo però sempre alle nostre mamme che noi diamo suggerimenti, ma per approfondimenti è necessario rivolgersi alla propria ostetrica o alla propria ginecologa. Non vogliamo sostituirci a nessuno».
Alla redazione di Baggiovara sono giunti contributi da Reggio e da Bologna, da Roma e da Milano. «Abbiamo l’opportunità di collaborare con tantissime donne in tutta Italia - assicura la direttrice-editrice - che si occupano a più livelli di maternità». I livelli tornano nell’elaborazione di ogni singola pagina. Dalla proposta dell’articolo si passa al testo vero e proprio, che poi è tradotto in immagini dalle illustratrici sulla base dei contenuti. «Incrociare i testi e le illustrazioni è l’aspetto più stimolante - osserva Rossi - e anche il più complicato. C’è un’attenzione quasi maniacale ai dettagli, ai colori, alle gradazioni. L’occhio del lettore dev’essere accompagnato, partendo da un articolo, in maniera armonica, pagina dopo pagina. Speriamo che tutti questi aspetti arrivino alle nostre mamme che contiamo ci leggano con passione». —
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