A Modena Est tornano i pasti solidali per chi è in difficoltà
«Grazie di cuore a tutti per quello che fate per noi». Bastano una scritta in stampatello, un cuore rosso e il disegno di una casa per esprimere la gratitudine di quartiere. La firma è di una giovanissima modenese. A Modena Est l’ultimo sabato del mese si conferma il giorno del pasto solidale. Una cinquantina di persone in difficoltà bussano alla porta della Polisportiva e trovano aperto. Ricevono sacchetti con un primo, un secondo, un contorno, il pane e un frutto in ognuno. Due giorni fa, s’è aggiunta una crostatina per sacchetto. «Alcune persone ci dicono di non aver mai mangiato così bene in casa», rivela l’organizzatore Gianni Tosi. Il socio della Polisportiva Modena Est è tra i primi motori di un’iniziativa trasformatasi da una voce singola a un coro che non conosce barriere. «Abbiamo messo insieme sia la religione sia la politica - aggiunge Tosi - Siamo aperti a tutti». D’altronde, i numeri sono evidenti. Don Gianluca Sangalli ha evidenziato un incremento di circa il 25% dei nuovi poveri, sia italiani sia stranieri. Il parroco di Regina Pacis teme che la percentuale possa crescere ancora dopo lo sblocco dei licenziamenti. «Le persone che vengono a mangiare sono individuate per il 50% dalla parrocchia - spiega l’organizzatore - e per il 50% dal polo assistenziale». La Polisportiva si occupa della raccolta del cibo, affidando all’Osteria del Tempo Perso i lavori ai fornelli. «Per noi è una grandissima soddisfazione - rimarca la titolare dell’Osteria, Simona Mondini - in un periodo in cui non ne abbiamo altre. Non lo facciamo per il ritorno economico, ma è come se dessimo da mangiare ai nostri clienti. Non diamo loro soltanto del cibo: ci mettiamo tanto amore». La soddisfazione dei clienti ripaga gli sforzi e rinnova l’impegno mensile. «È più bello donare a persone che hanno bisogno - attesta Mondini - Non vogliamo farle sentire in difficoltà quando prendono il pasto e vogliamo siano soddisfatte quando finiscono di mangiare. Siamo tutti sulla stessa barca. L’importante è rimanere vivi, dedicandosi a chi ha meno possibilità di noi». «È un ristorante fantastico, in cui tutti lavorano molto bene», il ringraziamento di Tosi. «Per noi è un modo per restituire al quartiere quello che Modena Est ci ha dato», replica la titolare. —
G.F.
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