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Modena. Cultura e disabilità, un binomio che insegna libertà

Laura Solieri
 Modena. Cultura e disabilità, un binomio che insegna libertà

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MODENA Il Centro sportivo italiano sezione di Modena, con il contributo di Fondazione di Modena e il patrocinio del comune, ha organizzato in città la prima edizione del corso di formazione “Operatori della cultura e disabilità”, rivolto agli operatori del comparto culturale con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione dei visitatori con disabilità e con bisogni particolari, dal punto di vista relazionale e comunicativo prima ancora che strutturale.


«Questo corso rientra all’interno di una più ampia azione socio-culturale inserita nel progetto “SuperAbile..oltre lo sport” per l’inclusione scolastica di alunni con disabilità, finanziato dalla Fondazione nel bando Personae – spiega Marika Minghetti, responsabile progetti scuola, cultura ed eventi in Csi - Forte dell’esperienza sportiva inclusiva maturata negli ultimi 15 anni grazie a progetti all’interno delle scuole di Modena e provincia, il Csi ha deciso di allargare la rete dei partner di progetto lanciando la sfida ad alcuni degli istituti culturali della città e Gallerie Estensi, Museo Civico, Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione e Officina delle Api-Arti per l’inclusione, hanno risposto con entusiasmo».


Le persone con disabilità e le loro famiglie non cercano una via preferenziale, vogliono una vita insieme agli altri, al pari di tutti, con la libertà di poter svolgere serenamente ogni attività quotidiana. «Da questa marcata esigenza, nasce l'idea di poter ampliare la rete affinché le occasioni di socializzazione strutturate e fruibili dai ragazzi possano uscire dal "seminato" sportivo ed entrare in nuovi contesti culturali» dice Marika. Il percorso formativo nato dalla collaborazione tra Fondazione Paideia e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, è promosso a livello nazionale dal 2012, e ha coinvolto oltre 200 realtà tra musei e servizi della cultura e circa 1000 operatori. Parallelamente, sono anni che Csi Modena promuove percorsi formativi volti all’inclusione sportiva, sia in acqua, sia a terra, con grande partecipazione da parte di un pubblico non solo modenese. «L’inclusione nasce dalla volontà di stravolgere il pensiero comune, interrogandosi allo specchio e cercando di accettare il disabile che c’è in ognuno di noi – sostiene Marika - Lo siamo tutti in potenza, se ascriviamo le nostre azioni quotidiane all’interno di contesti che presentano barriere. L’attività sportiva e la cultura in senso lato, hanno come prerogativa la democraticità dei contenuti a livello socioeducativo, e la mission rivolta anche alla sensibilizzazione al diritto alla bellezza».


In una società che richiede alti livelli prestazionali occorre pretendere tempo per rallentare, affinché tutte le disabilità legate alle prestazioni possano riconvertirsi in abilità differenti. «Ogni opportunità di confronto, come questi percorsi formativi, deve essere intesa dalla comunità come un progetto di salute complessiva – prosegue Marika – In generale, per l’esperienza che abbiamo maturato nelle scuole, l’esigenza è soltanto una: i giovani con disabilità vogliono essere considerati come tutti, soprattutto dai propri compagni di classe e vogliono poter vivere il proprio contesto socio-educativo nella maniera più semplice possibile. Il principio base di #Sportanchio, la parte del progetto SuperAbile dedicata specificamente alle scuole, si basa proprio sull’idea di promuovere e dimostrare la pratica di attività motorie di base da realizzarsi nella classe insieme, eseguendo gli stessi esercizi. Grazie agli istruttori sportivi formati Csi e grazie ai continui aggiornamenti che cerchiamo di seguire, ci proponiamo un approccio alla capacitazione che si focalizza sulla qualità di vita che gli individui sono effettivamente in grado di raggiungere».


Anche in questo periodo, il centro è sempre rimasto in contatto con gli istituti scolastici e gli istruttori sportivi sono rimasti vicini alle famiglie e ai ragazzi, attraverso video chiamate di gruppo e una “festa” di fine anno scolastico on line. «Dallo scorso ottobre siamo riusciti a tornare in alcune scuole con il progetto #Sportanchio – conclude Marika ringraziando tutta la rete del progetto - Siamo inoltre in stretto contatto con le realtà culturali citate, con le quali prosegue il lavoro di co-progettazione che ci vedrà, ci auguriamo presto, pronti a promuovere nuove iniziative. Lavoriamo poi in rete con altre associazioni e società sportive che promuovono la partecipazione in spazi idonei e sicuri di gruppi eterogenei di adolescenti, al fine di mantenere un sostegno alle abilità acquisite e promuovere spazi di ricerca per un’autorealizzazione che nasce dal senso di appartenenza e partecipazione ad una comunità». —

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