Gazzetta di Modena

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i famigliari delle vittime di monchio  

«Quella giustizia mancata anche dopo settant’anni»

Serena Arbizzi
«Quella giustizia mancata anche dopo settant’anni»

Il primo cittadino di Palagano  e i parenti dei 136 civili deceduti 18 marzo 1944  esprimono profonda vicinanza a chi ha perso i cari a Cervarolo 

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«Siamo profondamente vicini ai parenti e, più in generale, ai famigliari delle vittime della strage di Cervarolo. Noi ci siamo trovati in una situazione analoga quando morì un ufficiale tedesco condannato».

Il sindaco di Palagano Fabio Braglia esprime empatia nei confronti dei famigliari delle vittime della strage di Cervarolo. Palagano e i suoi cittadini conoscono da vicino le atroci sofferenze della guerra e la lunga lotta per ottenere giustizia. Il tributo di sangue pagato anche qui è stato altissimo.

«A Monchio, Costrignano, Susano e Savioniero è stata perpetrata la prima strage ad opera dei tedeschi verso la popolazione civile – continua il primo cittadino – Conosciamo profondamente il dolore e l’orrore di questi fatti e, per questo, comprendiamo bene cosa possano provare famigliari e parenti della strage di Cervarolo. Peraltro, portiamo avanti congiuntamente il tema della memoria con le istituzioni vicine, in questo caso di Villa Minozzo, comune cui fa riferimento Cervarolo».

«La sensazione è quella che la giustizia sia mancata perché verso i condannati non è mai stata fatta scontare una pena», continua Braglia . E di giustizia mancata parla anche Roberto Tincani, coordinatore famigliari delle vittime del 18 marzo. «Con questa morte si chiude un cerchio con domande che rimangono aperte – spiega Tincani – In primis, sui collaborazionisti italiani, mai perseguiti e poi sulla posizione della Germania. Si sono attesi 70 anni per ottenere giustizia ed è emerso come non sia stato possibile farla, sotto diverse declinazioni». —

Serena Arbizzi



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