Superbonus, attenzione al “facciamo tutto noi”
Facciamo tutto noi, voi ristrutturate e l’immobile ve lo ritrovate nuovo e senza spese. Gratis. Questo è il refrain che impazza su internet appena si digitano sui motori di ricerca le fantomatiche parole. Tutto troppo facile signori contribuenti. Il Bonus è una cosa seria e soprattutto pieno di insidie e responsabilità. Queste piattaforme del “facciamo tutto noi” per superare la burocrazia adottano procedure troppo semplicistiche. E se è vero che la burocrazia esagerata frena la ripresa del settore edilizia, nonostante il superbonus 110%, è anche vero che occorre riferirsi a professionisti seri e radicati sul territorio. Soprattutto provvisti di idonea assicurazione. I presidenti di Confartigianato e delle categorie professionali interessate (Ingegneri, Geometri, Architetti, Commercialisti) hanno scritto perciò a tutti i sindaci della regione, illustrando i problemi operativi che i cittadini e le imprese devono affrontare e suggerendo alle amministrazioni gli interventi opportuni affinché «il superbonus e gli altri bonus fiscali siano un’opportunità per tutti: cittadini, imprese, filiera casa, territorio, economia nel suo complesso».
Per attivare il procedimento che consente l’agevolazione fiscale, occorre il “titolo abilitativo edilizio” dell’edificio su cui si deve intervenire, ma da una prima ricognizione informale risulta che nel 90% dei casi vi sia una diversità tra quanto attesta il “titolo” e la situazione reale che deve essere oggetto d’intervento, sintetizzano commercialisti e associazioni di categoria: «Le amministrazioni comunali sono le uniche a poter verificare lo “stato” dell’immobile ed eventualmente vagliare i documenti per “sanare” eventuali situazioni di abuso che impediscono l’accesso all’agevolazione». La situazione che si sta verificando sul campo «lascia perciò prevedere un crescente flusso di richieste ai Comuni per le verifiche di conformità urbanistica degli immobili», aggiunge il presidente di Confartigianato. Le soluzioni: l’individuazione di uno o più referenti di facile reperibilità che possano fornire risposte tempestive con riferimento alla gestione delle pratiche; la predisposizione di una modulistica che permetta ai tecnici comunali di recuperare la documentazione richiesta in maniera agevole; procedure di accesso agli sportelli con appuntamenti cadenzati e su prenotazione; collegamenti in modalità video; invio ai richiedenti del materiale già informatizzato; segnalazione di professionisti delle diverse categorie che desiderino entrare a far parte della rete di tecnici abilitati al canale diretto con gli enti pubblici .
Quindi diffidare dei pacchetti tutto compreso, rivolgersi ai tecnici di fiducia e alle associazioni di categoria e, soprattutto, richiedere un parere professionale preventivo. —
* dottore commercialista
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