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la procura di torino si arrende 

Gogna sui social per due modenesi Il pm: «Archiviate»

Gogna sui social per due modenesi Il pm: «Archiviate»

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La procura di Torino ha chiesto l'archiviazione di un'inchiesta sulla “gogna social”, con minacce e insulti sessisti, cui furono sottoposte due giovani donne modenesi che nel 2019 lanciarono una iniziativa di protesta chiamata “Free nipples day” (Il “Giorno dei capezzoli liberi”).

Simonetta Nobile e Giulia Trivero, 26 e 29 anni, avevano preso posizione contro quella che chiamarono «campagna d'odio» contro Carola Rackete e, più in generale, contro il fatto che «il corpo della donna fosse usato a fini denigratori nel dibattito pubblico».

La Rackete, in particolare, era stata presa di mira perché, secondo il resoconto di un quotidiano, si era presentata in procura indossando solo una maglietta. La mancanza di reggiseno aveva stimolato le critiche grossolane e sarcastiche dell’autore dell’articolo. Sarcasmo e accuse pesanti arrivarono anche da siti neofascisti e di estrema destra. Da qui l'idea di una giornata (il 27 luglio) in cui invitare le donne a non portare il reggiseno (l'invito era esteso anche agli uomini, per marcare il carattere ironico dell'iniziativa).

Nelle loro denunce, Nobile e Trivero elencano un centinaio di commenti (apparsi sulle pagine social di Matteo Salvini, Marco Rizzo, La Stampa e La Repubblica) con insulti e frasi sessiste. La procura però ha chiesto l'archiviazione perché, sebbene in molti casi compaia il nome e il cognome dell'autore, non si ha certezza dell'identità del vero responsabile: è infatti possibile - come ha spiegato la polizia postale - che la persona associata all'account non abbia lasciato il commento in questione. Il legale di Nobile e Trivero si è opposto all'archiviazione sottolineando che gli stessi accertamenti della polizia postale permettono di individuare con precisione almeno alcuni degli autori. —

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