Salvare la filiale di Levizzano: incontro tra Comune e Bpm
L’Istituto è intenzionato a chiudere la sede della frazione di Castelvetro Franceschini: «Stiamo cercando un compromesso». La fumata è grigia
Mattia Vernelli
Castelvetro. «Speriamo che ci ascoltino e di riuscire a portare a casa un risultato». Non sarà semplice trovare un accordo che unisca da un lato le esigenze imprenditoriali del Banco Bpm, e dall’altro le istanze della collettività levizzanese. Eppure non perde la speranza il sindaco di Castelvetro Fabio Franceschini, che insieme al vicesindaco Giorgia Mezzacqui e all’assessore al Bilancio Paolo Simonini, ha incontrato il direttore territoriale del Banco Bpm Stefano Bolis, per chiedere un dietrofront sulla decisione di chiudere la filiale di Levizzano.
«Abbiamo messo sul tavolo delle trattative tutto ciò che potevamo - dice Franceschini - Abbiamo fatto fronte comune nel richiedere almeno una soluzione intermedia, per surrogare in qualche modo la permanenza della banca, offrendo il servizio ai cittadini quanto meno alcuni giorni alla settimana. Trovare un nesso è molto complicato, sia per noi che per loro. Mantenere un presidio è fondamentale per Levizzano, per i levizzanesi e per l’Amministrazione. Le motivazioni da loro riportate, sono che la decisione rientra in un ampio piano di ristrutturazione il loro sistema di agenzie, che porterà l’assunzione di 700 giovani nella zona di Modena e Reggio Emilia. Nel momento in cui - continua il sindaco - la filiale di Castelvetro dista 4 chilometri, secondo loro è plausibile che la sede di Levizzano rientri in questo progetto di ristrutturazione. Avremo un altro incontro con il dottor Stefano Bolis, dove ci faranno sapere l’evolvere delle loro posizioni».
Tutto congelato per alcune settimane quindi. Tempo necessario per valutare le richieste avanzate dall’Amministrazione, che bene hanno incarnato le istanze che si levano dal borgo di Levizzano. Il problema, notificato a gran voce nelle scorse settimane, è che il servizio è di fondamentale importanza per gli anziani, che costituiscono una buona porzione di popolazione.
«Ci hanno detto che dobbiamo abituarci all’uso della tecnologia - ci spiegava Giuliana Gazzotti, insegnante in pensione e residente proprio a Levizzano - ma come si fa a chiedere alle persone settantenni di imparare ad usare il computer?».
Erano state più di 400 le firme raccolte, per salvare quella che per tutti è sempre stata “la banca del paese”. Una frazione che ha sempre dovuto lottare per tenersi stretta i suoi servizi, che hanno oggi sapore di vere e proprie conquiste: la farmacia e la scuola materna, un trasporto pubblico (quasi) efficiente e l’ufficio postale.
«Ci siamo mostrati compatti - afferma il vicesindaco Giorgia Mezzacqui- nel chiedere il ripensamento della decisione di chiusura della filiale di Levizzano, un servizio di fondamentale importanza che va mantenuto. Per il rispetto dei cittadini della frazione, e non solo. Si tratta del rispetto di tutto il territorio. Per una Amministrazione comunale è fondamentale essere al fianco dei cittadini, perché i servizi non devono essere visti come una conquista. Personalmente ho ricordato loro di avere cura delle persone, che non siamo soltanto numeri. Bisogna avere sensibilità verso il prossimo e i suoi bisogni, e bisogna ragionare al plurale, usando il “noi”». —
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