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tra la gente 

I comitati non sono sorpresi: «Ci aspettavamo tale epilogo»

E.P.

Dal gruppo di Nonantola fino a “Alluvionati non per caso” passando per Bomporto e San Damaso, il coro è unanime «Giustificazioni scontate»

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Quanto emerso dall’informativa dell’assessore all’Ambiente Irene Piolo, esposta ieri in Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità non soddisfa nemmeno i Comitati di cittadini. Sono loro, infatti, a pretendere maggiore chiarezza sulle cause delle esondazioni. Evento specchio di una dinamica che, secondo il parere di molti, si ripete da troppo tempo nei territori arginali del modenese.

«C’è un problema di prevenzione e di manutenzione – è il commento a caldo del Comitato dei cittadini nonantolani – Non basta dire che un argine è vecchio per giustificare il fatto che abbia ceduto. Inoltre, esiste una mappatura delle tane degli animali. Sono motivazioni che non aggiungono niente a quanto si poteva già facilmente intuire. Resta invece vero il fatto che chi aveva il compito di vigilare sullo stato di salute di quegli argini non l’ha fatto».

Motivo per cui oggi, in occasione dell’arrivo dell’assessore Irene Priolo al Consiglio comunale di Nonantola, all’ordine del giorno del quale vi è proprio la discussione della relazione della Commissione tecnica, il Comitato di Nonantola si muoverà con un’iniziativa.

«Oltre a un’analisi un po’ più articolata, c’è bisogno sostanzialmente di due cose – illustra il Comitato – La certezza dell’arrivo di tutti risarcimenti richiesti e la prevenzione affinché fatti di questo genere non avvengano più».

Francesco Cameroni, tra i fondatori del comitato “Alluvionati non per caso” (2009) dei territori di Modena est, sostiene che siano «decenni che le istituzioni dicono sempre le stesse cose senza mai prendere provvedimenti seri – commenta – Sembra che alcuni sindaci, come quelli di San Cesario o Castelfranco o Modena, si ostinino a non collaudare le casse d’espansione già pronte ma mai utilizzate. Hanno forse paura di testare la reale tenuta di quegli impianti? Qualcuno ha la responsabilità di vigilare sullo stato arginale dei nostri fiumi, così come la tenuta dei canali affluenti. Ma sembra che manchi il coordinamento fra i diversi enti responsabili».

Dalle terre di Bomporto commenta anche Simone Giovanardi, da sempre attivo sul tema fiumi: «La questione non è tanto la presenza o meno della tana che non è stata rilevata, ma il fatto che, stando alle dichiarazioni sulle pessime condizioni generali di quel tratto d’argine, non era mai stato attenzionato, verificato e rinforzato a dovere».

E mentre c’è chi affronta il problema acqua da decenni, c’è invece chi si è trovato spiazzato: «Non abito a San Damaso da sempre – racconta Massimo Bedendo – Uno degli argini del Tiepido il 6 dicembre ha ceduto e casa mia è diventata un lago. Le tane degli animali? Poco credibile. Credo invece manchi una manutenzione seria e servano più competenze per vigilare con cura». —

E.P.

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