«L’overdose è provata Farmaci anche in cella»
Ha detto il procuratore Di Giorgio sulla richiesta di archiviazione per i morti in carcere: «A seguito degli accertamenti medico legali e chimico tossicologici l’individuazione delle cause del decesso conduce per tutti alle complicazioni respiratorie causate dall’assunzione massiccia di metadone, in qualche caso accelerato e aggravato dall’assunzione di altri farmaci o da specifiche condizioni personali. È esclusa per tutti il contestuale verificarsi di atti violenti. La disponibilità incontrollata di metadone e di altri farmaci da parte di molti detenuti è derivata dal saccheggio dell’infermeria dell’istituto penitenziario condotta in prima persona anche da alcuni dei detenuti poi deceduti, il cui ruolo è stato ricostruito attraverso testimonianze ed altre indagini. Farmaci sottratti sono stati poi ritrovati anche nelle sezioni detentive e, in taluni casi, nelle celle o tra gli effetti personali di alcuni deceduti. Per alcuni di essi è stata ricostruita l’assunzione di sostanze dopo il rientro in sezione». —
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