Mirandola apre la trattativa «Confrontiamoci sull’exit»
Va a buon fine la proposta di Michele Goldoni che impone delegazioni snelle e dà un ultimatum ai tecnici «Diteci entro quando votare»
I timori di un intervento da parte della Procura della Corte di Conti per danno erariale sta portando a più miti consigli tutti i Comuni dell’Unione. Mirandola è quella che ha più da perdere viste le criticità sollevate sia dalla propria Ragioneria che dai Revisori contabili sulla delibera di Consiglio che ha sancito l’exit, ma anche gli altri 8 municipi sono timorosi visto che il recesso deve essere sancito dai propri Consigli comunali.
Per evitare di incappare in contestazioni economiche, vanno registrati due passi che portano ad aprire un dialogo sull’uscita di Mirandola in modo ordinato. Il primo è la lettera del sindaco di San Felice, Michele Goldoni, in cui si chiede di individuare una delegazione trattante e soprattutto rivendica di conoscere “la data ultima di possibile recesso, entro la quale poter addivenire alle votazioni in tutti i Consigli comunali, unico strumento capace di legittimare in via definitiva ed ineludibile l’uscita del Comune di Mirandola dall’Unione”.
Quella missiva non è caduta inascoltata con il sindaco Alberto Greco pronto a reagire, aprendo quella trattativa che da più parti si va invocando. L’amministrazione mirandolese, facendo anche riferimento alle sollecitazioni di Lisa Luppi, attuale presidente dell’Ucman e sindaco di Cavezzo “coglie di buon grado queste aperture e disponibilità e conferma la propria volontà di attivare quanto prima un tavolo di confronto tra le parti, al fine di garantire una fase di transizione ordinata, a tutto vantaggio della funzionalità e del buon andamento dei servizi, fissando la data in cui rendere operativo il recesso e definendone le relative modalità tramite la stipula di specifici accordi. Riteniamo opportuno che questo percorso sia affidato a due delegazioni “snelle” – aggiunge Greco, individiduando nel segretario comunale, Salvatore Donato, il referente – in grado di rappresentare nella loro interezza tanto gli aspetti gestionali che quelli politici, così da poter addivenire a concrete decisioni operative, da sottoporre all’approvazione dei rispettivi organi collegiali».
Sullo sfondo della diatriba si apre poi un altro problema in Ucman. Il presidente del Consiglio, Bruno Fontana, ha infatti rassegnato le dimissioni dall’incarico e quindi sarà necessario individuare il suo sostituto in un contesto già di per sé complesso visto che l’assemblea vede una maggioranza di centrodestra ma molto autonoma nei vari gruppi. Fontana, che a breve dovrebbe annunciare una nuova avventura lavorativa, sarà sostituito da una personalità dello stesso schieramento: è in pole il carpigiano Giorgio Cavazzoli, esponente di Fratelli d’Italia, che rimarrebbe in carica alcuni mesi, in attesa delle elezioni amministrative di Finale dove è consigliere. Proprio le elezioni finalesi potrebbero infatti ridisegnare anche il Consiglio e gli equilibri dell’Unione. —
F.D.
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