Poca trasparenza sull’ acquisto del Diamante
Dopo l’approvazione da parte della maggioranza, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, della proposta d’acquisto del “Diamante” in via Brigata Folgore, presso il quale si trasferiranno diversi uffici comunali, i consiglieri del Pd prendono posizione. Da un lato, spiegano, la necessità di acquistare una nuova sede per smettere di pagare gli affitti onerosi è condivisa. «Anzi, - dicono - il percorso era stato iniziato già nel 2018». L’operazione, però, non convince del tutto i consiglieri Pd: «L’immobile – proseguono - appare adeguato, e in una buona posizione. Appare, appunto. Lo stabile ci è stato detto che è in condizioni perfette; ma non è stata prodotta nessuna perizia tecnica da parte degli uffici del Comune, che si fida sostanzialmente delle valutazioni del venditore; dai documenti che ci sono stati forniti si evince che l’ultima manutenzione straordinaria risale a diversi anni fa. Ci auguriamo che sia così ma noi come consiglieri di opposizione non abbiamo potuto fare una valutazione approfondita perché non ci sono stati consegnati allegati tecnici». E poi, c’è un'altra questione su cui i consiglieri dem pongono l’attenzione: «La trattativa per l’acquisto non è stata preceduta da un bando pubblico come una pubblica amministrazione dovrebbe fare: è stata fatta una trattativa diretta, con un venditore che si è proposto all’amministrazione: le trattative erano già in corso da novembre 2020 ma siamo stati informati in questo Consiglio». Ecco il motivo per cui i consiglieri hanno deciso di astenersi: «Non entriamo nel merito della validità dell’acquisto, perché abbiamo avuto in mano solo delle stime del valore ma nessuna certezza sullo stato dello stabile. Condividiamo le motivazioni del progetto, ma non il modo con cui si procede sempre poco trasparente». —
S.P.
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