Evento sui prodotti tipici Scoppia la bagarre in consiglio
Savigni, Pd: «Iniziativa autoreferenziale e localistica. Non incentiva il turismo» L’assessore Malagoli: «Investire sul nome “Sassuolo” dà un ritorno immediato»
Daniele Dei
Anche il rilancio del liquore Sassolino e dell'insaccato Sassolina diventano elementi di frizione politica.
A Sassuolo, nel consiglio comunale del primo marzo, il Pd ha infatti sollevato una serie di perplessità legate alla manifestazione “I Sassolini” che l'amministrazione vorrebbe far partire a novembre per dare lustro a questi prodotti. La consigliera Maria Savigni del Pd, interrogando l'assessore Massimo Malagoli, ha espresso come, a suo modo di vedere, quanto emerso sull'iniziativa appare piuttosto un'idea e non un progetto strutturato.
«Si tratta di un qualcosa di autoreferenziale e localistico – ha dichiarato Savigni – non vedo come possa intercettare un turismo nazionale e internazionale. È un evento autunnale, sostanzialmente rivolto alla cittadinanza e si prospetta come un prolungamento delle “Fiere di Ottobre”. Si è fatto uno studio per cui sia possibile, a fine novembre, agganciare turisti? Il progetto messo in delibera non ha dettagli, non si capisce se siano stabiliti dettagli perché questo evento sia l'inizio di un percorso legato allo sviluppo dell'enogastronomia».
Per Savigni, dunque, basare il rilancio turistico di Sassuolo su un evento riguardante questi prodotti è un po' come «fare le nozze con i fichi secchi», mostrando molte perplessità soprattutto sulla “Sassolina”: «Non c’è più nessuno che la produce – ha fatto presente la capogruppo del Pd – mi chiedo se siano stati attivati dei percorsi per avere chi la fa. Ci sono contatti con i produttori? Mi chiedo se di qui a novembre diventeremo produttori di “Sassolina”».
L’assessore Malagoli nella sua relazione ha fatto un excursus più ampio sulle strategie per il rilancio del turismo a Sassuolo: «Il progetto “I Sassolini” è stato approvato per avviare la fase di ricerca del finanziamento – è stata la replica Malagoli – infatti prenderà avvio solo a seguito delle risorse finanziarie necessarie. Siamo ancora in fase di attuazione ed è stata inviata una richiesta di finanziamento al Mibact, sviluppando altre azioni di raccolta contributi in collaborazione con la Camera di Commercio e la Confcommercio locale». Secondo Malagoli, investire sul nome Sassuolo, o piuttosto sul dialettale “Sasòl” già visto nella grande scritta di piazza Garibaldi, «avrebbe un ritorno diretto e immediato più che puntare sulla notorietà della Ferrari. È un nome già molto utilizzato nel mondo della ceramica e del calcio, almeno nazionale, fa ormai parte del sentore comune».
Infine, il punto della situazione sul turismo: «Sassuolo si è ritrovata a lavorare alla base sul turismo – ha proseguito l'assessore – stiamo cercando di ripartire sulla parte della ricettività grazie a un accordo in vista con Gallerie Estensi per implementare i servizi di promozione e accoglienza. Abbiamo inserito il nostro municipio nella Iat provinciale curata dal Comune di Modena, più siamo coinvolti nel progetto “Estense” del Mibacto». —
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