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Bonaccini ora frena: «Non è il momento di parlare del partito»

; L.G.
Bonaccini ora frena: «Non è il momento di parlare del partito»

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Ricorda che non è questo il momento di andare alla conta e di pensare ai problemi del partito. Così, con un messaggio affidato alla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha rotto il silenzio - un silenzio comunque eloquente - sulle dimissioni del segretario nazionale Nicola Zingaretti. «Il punto, per me è questo - scrive il governatore - in tempo di pandemia il Pd non può parlare di se stesso: basta con le discussioni interne, acceleriamo su quelle per il Paese. Serve questo». Del resto, la mossa di Zingaretti ha complicato la strada verso la segreteria per il governatore, che di certo non può permettersi di fare passi avanti in questo momento, passando così per quello che ha creato questa situazione, peraltro in un momento delicatissimo per l’Emilia Romagna. Resta da vedere cosa succederà all’assemblea nazionale del 13 e 14 marzo: se, come è probabile, Zingaretti confermerà le dimissioni, il Pd punterà a una soluzione-ponte, con un segretario reggente (il primo nome è quello di Roberta Pinotti) che porti il partito fino al 2023, quando ci sarà il vero congresso. Solo allora, e solo con una sorta di acclamazione, il governatore potrebbe scendere davvero in campo. Nel frattempo, a commentare le dimissioni del segretario è Stefano Vaccari, braccio destro di Zingaretti: «Capisco la scelta di Nicola - spiega - anche perché prima o poi la corda si spezza. Insomma, nonostante gli appelli a tenere il dibattito entro i confini della civiltà siamo arrivati a una situazione, e dunque un gesto di chiarezza serviva. Ora dobbiamo affrontare questa situazione con grande chiarezza: non può essere che dopo questa fase torniamo tutti a volerci bene...». —

L.G.

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