«Discarica inquinata? La bonifica sia pubblica»
Il Comune sollecitata Arpae, Regione e Ausl a fare accertamenti. Si avvicinano le udienze al Tar e agli imputati dell’indagine
FINALE. Due mesi decisivi per la discarica sequestrata e per definirne il futuro giudiziario e ambientale. Ci sono infatti tre fronti che si muovono in autonomia, ma che si intersecheranno tra loro. C’è quello amministrativo con il Comune che ha sollecitato il pronunciamento del Tar sul ricorso contro la delibera di Giunta regionale in cui si autorizza il maxi ampliamento dell’impianto di Feronia. E così i giudici si esprimeranno il 12 maggio in un periodo che sarebbe stato di piena campagna elettorale se le elezioni non fossero slittate in autunno.
Ma il sindaco Sandro Palazzi, nelle sue comunicazioni al Consiglio comunale, ha anche parlato di richieste di rinvio a giudizio per gli imputati dell’indagine dei carabinieri Forestali di Modena, coordinata dal pubblico ministero Marco Niccolini. Si entra così nell’ambito penale che approderà davanti al giudice dell’udienza preliminare il 31 marzo. Alcuni degli indagati dell’inchiesta iniziale (vi erano ex amministratori comunali, funzionari del municipio, tecnici di Arpae e manager di Feronia) sono già usciti per prescrizione, ma sarà un crocevia importante anche alla luce dell’ultimo passaggio strategico adottato dall’amministrazione comunale.
Giovedì, infatti, si è tenuta una riunione della Conferenza dei Servizi, attivata dal Comune per “avviare la caratterizzazione e la messa in sicurezza del sito potenzialmente contaminato”. «Abbiamo presentato un’istanza – ha spiegato Palazzi – per conoscere la pericolosità dell’area, a tutela dei cittadini e del territorio prima che possa eventualmente iniziare il progetto di ampliamento di Feronia».
La mossa in sostanza serve affinché i vari enti competenti – alla Conferenza erano presenti Arpae, Ausl, Regione Emilia Romagna e Provincia di Modena, oltre che Feronia – valutino la situazione della prima discarica, denominata “Feronia zero”. È quella che la società compartecipata da Hera e Sorgea ha sempre detto di voler bonificare in cambio del maxi ampliamento. Ma ora il Comune prova a smarcarsi da quel piano privato, chiedendo che siano invece gli enti pubblici a decretare se il sito va considerato contaminato. In tal caso saranno le istituzioni regionali a doversi accollare i costi di bonifica, magari chiedendo soldi a chi ha conferito negli anni rifiuti in via Comunale Rovere. —
F.D.
© RIPRODUZIONE RISER
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
