Iti, commesse per gli ospedali di Milano, Treviso e Cona a Ferrara
Il presidente Andrea Mazzini: «In Italia siamo fra i pochi veri general contractor e arriveremo a 100 milioni di fatturato»
Giovanni Medici
I.T.I. Impresa Generale spa di Modena si è aggiudicata un’altra importante commessa nel settore dell’edilizia ospedaliera. Dopo quella da 10 milioni per la ristrutturazione del Blocco C dell’ospedale Poma di Mantova, nei giorni scorsi sono stati assegnati alla ditta di via Portogallo anche i lavori di realizzazione del Polo di Medicina dell’ospedale di Cona (Ferrara), ora in accantieramento. Un appalto che era stato congelato a settembre per il ricorso di una delle ditte partecipanti al bando di gara ma il cui esito è stato confermato dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato favorevoli all’Università della città estense, committente dei lavori. A occuparsi del cantiere sarà il Raggruppamento temporaneo d’impresa tra I.T.I. Impresa Generale spa di Modena (impresa esecutrice dei lavori) e Milani srl di Roncade (Treviso) specializzata in arredi, grazie a un’offerta al ribasso di 11 milioni e 350mila euro. Il Polo di Medicina rappresenta un’opera strategica per l’ateneo ferrarese e sarà una vera e propria cittadella autonoma destinata a diventare la sede della parte clinica del corso di studi. La durata prevista dei lavori è di 690 giorni, meno di due anni, nel corso dei quali il Polo di Medicina prenderà forma in un’area di 20mila metri quadrati di superficie accanto all’ospedale di Cona.
Nel nuovo complesso troveranno spazio aule, sale studio, servizi di ristorazione, una palestra, un’aula magna da 400 posti, cinque aule da 50 posti e tre da 200. Si tratterà di uno spazio modulare, che si potrà adattare alle future esigenze didattiche facendo ricorso a pareti divisorie puntando, a regime, a 1.250 posti per la formazione clinica dei nuovi medici, mentre in città a Ferrara continuerà a svolgersi la parte pre-clinica. «Possiamo dire di essere uno dei pochi veri general contractor italiani», sottolinea Andrea Mazzini, presidente e Ad della I.T.I., società composta da tre soci e di cui l’azionista di maggioranza è proprio Mazzini.
«In questo momento l’azienda è impegnata in una sessantina di cantieri aperti in varie parti d’Italia – dice Mazzini – All’ospedale di Treviso ad esempio, al Mangiagalli di Milano, a Genova per un grande parcheggio a cinque piani davanti all’ospedale S. Martino. In provincia di Modena realizzeremo le Case della Salute di Mirandola, Finale e Carpi, e abbiamo appena consegnato il Data Center in città. Il Covid ci ha creato problemi, così come a tante altre imprese in Italia ma per il 2021 – conclude - contiamo di arrivare a 100 milioni di euro di fatturato».
Oggi I.T.I. ha circa 300 dipendenti. I.T.I. nasce a Modena nel 1981 col nome di I.T.I. Impianti, occupandosi prevalentemente della progettazione e realizzazione di grandi impianti tecnologici (termotecnici ed elettrici) in ambito industriale, civile, pubblico e terziario, divenendo poi negli anni leader nel settore impiantistico e poi ampliando la propria struttura incorporando altre aziende del gruppo dedite alla realizzazione e progettazione anche di grandi opere edili. Negli ultimi anni I.T.I. ha così incrementato la presenza nel settore della realizzazione di opere pubbliche, anche di notevoli dimensioni, e questo ha consentito di sviluppare competenze in tutti i campi delle costruzioni sia edili che impiantistiche, dando vita a una grande in grado di gestire l’intera realizzazione, dalla prima fase di progettazione fino alla completa messa in opera e alla manutenzione successiva. Quello che in inglese si chiama appunto un general contractor. —
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