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La mitica moto trovata in un garage «Era il mio sogno da ragazzino»

Stefania Piscitello
La mitica moto trovata in un garage «Era il mio sogno da ragazzino»

L’Aprila Tuareg aveva animato i desideri di Sandro Vaccari Ora il figlio Lorenzo, dopo il recupero, ha finito il restauro

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Stefania Piscitello

formigine. Era il 1985 e il rombo di quella moto che sfrecciava lungo le strade di Formigine faceva girare la testa a tutti. Specialmente ai ragazzi che trascorrevano i pomeriggi in garage, a riparare i motorini, tra marmitte e pezzi di ricambio, rientrando a casa con le mani sporche e felici. Specialmente a Sandro Vaccari che, allora, aveva solo 13 anni, e ancora non aveva l’età per mettersi alla guida.

Sandro, ogni volta che vedeva passare quella Aprilia Tuareg Rally 125 del 1985, guidata da un ragazzo più grande, non poteva che emozionarsi. E forse è proprio vero che il destino esiste se, a distanza di anni, Vaccari ha ritrovato per caso quella moto, ormai dismessa, nel garage di un amico. Moto che, ora, grazie al figlio 16enne di Sandro, Lorenzo, è tornata a nuova vita.

«Ai tempi – racconta Sandro – questa moto era l’unica di questo tipo a Formigine, perché era particolare, costava abbastanza. Anche adesso ce ne sono poche in circolazione. L’estetica era una delle più belle tra i vari modelli, e poi aveva un motore incredibile. Tutte le repliche fatte negli anni successivi, con alcune modifiche, non la eguagliarono mai».

Come detto, Sandro aveva tredici anni nel 1985: «Vedevo sfrecciare questo ragazzo, che conoscevo solo di vista, guardavo la sua moto e sognavo». Con gli anni Vaccari, che è cresciuto a Formigine e ora vive a Prignano, ha continuato a coltivare la passione per i motori, trasmettendola al figlio Lorenzo, detto “Tuning” dagli amici perché appassionato di restauri e personalizzazioni. Una sera, una di quelle qualunque in cui si è a cena e si parla del più e del meno, un amico di Sandro, formiginese, ha iniziato a raccontargli di aver acquistato una moto. Una particolare, comprata da un concessionario, che non avrebbe dato via per nulla al mondo. Ebbene sì: si trattava proprio di quel “sogno” dell’adolescenza di Sandro.

«Era lei – prosegue – tutta smontata, mancavano pezzi di ricambio, era tutta da restaurare». Dopo vari tentativi, e qualche bevuta in più con l’amico, Sandro è riuscito ad ottenere quella Tuareg, così speciale, che non aveva mai dimenticato. Ed è stato il figlio a darle nuova vita: «Ha fatto tutto lui – dice con orgoglio il padre – ci sono voluti circa tre mesi. Gli davo qualche suggerimento su come muoversi, poi andava in garage e lavorava da solo. Io ho ordinato i pezzi di ricambio, è stato difficile trovarli essendo una moto rara».

Il restauro è stato totale e tutto è stato curato nei minimi dettagli: ora manca solo l’immatricolazione. «Lorenzo – conclude Sandro – è stato bravissimo. Appena sarà possibile porteremo la moto giù, così che possa tornare nuovamente per le strade di Formigine, proprio come un tempo». —

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