Le urla della mamma e la corsa dei vicini
VIGNOLA. Il venerdìdi via Pellico è rotto dalle urla di una donna. Sono da poco passate le cinque del pomeriggio. I vicini di casa sentono, qualcuno è in cortile. Altri in balcone. La zona di Vignola è caratterizzata dalle strade strette, il quartiere è gremito di palazzi. L’urlo, così, richiama l’attenzione di molti. Chi arriva sul posto trova una mamma disperata con il bambino in braccio. C’è chi è preparato per eseguire le manovre di soccorso, ci prova ma è purtroppo tutto inutile. Il piccolo di otto mesi non ce l’ha fatta. Quando arrivano i sanitari non possono fare altro che costatare il prematuro decesso.
A quel punto inizia il lavoro della forze dell’ordine che sentono il padre in caserma. Un racconto che trova conferme nei fatti e nelle indagini appena iniziate. Plausibile, quindi, che si tratti di una immane tragedia. Una caduta dal letto fatale per un bambino così piccolo. Il magistrato di turno, informato della situazione, decide di non effettuare un sopralluogo. In via Pellico, non troppo lontano dal centro della città, non arrivano nemmeno gli esperti della scientifica a dimostrazione di come le indagini prendano subito la strada della tragedia accidentale. Sul posto allora restano i carabinieri di Vignola e Sassuolo oltre che gli agenti della polizia locale dell’Unione. Gli accertamenti continueranno anche nelle prossime ore, ma gli stessi carabinieri hanno confermato che dovrebbe trattarsi di un drammatico incidente domestico. —
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