Alice volontaria ha scelto l’Irlanda e il centro KCat inclusivo per arti
La ventenne è una figura di riferimento per chi ha disabilità e segue un progetto dell’Ue a Kilkenny gemellata con Formigine
LA STORIA
FORMIGINE. Stava studiando per la maturità in quei giorni Alice Medici, formiginese classe 2001. Davanti a sé un’unica certezza: la voglia di fare qualcosa di più. E la soluzione è arrivata per caso. Ora Alice si trova a Callan, in Irlanda, dove sta seguendo un progetto di volontariato all’interno del KCat, centro inclusivo per le arti. Ma partiamo dall’inizio. Erano proprio i giorni della maturità: «Mia madre –racconta - ha visto su Facebook un post del Comune di Formigine in cui si diceva che cercavano un volontario per questo progetto». Così la ragazza ci ha provato e, il giorno del suo compleanno, ha ricevuto una telefonata: era stata scelta.
Paura di partire in un periodo così delicato?«Avevo molta più paura di rimanere a casa. Volevo fare esperienza», racconta.
Grazie al supporto organizzativo del Comune di Formigine, gemellato con Kilkenny, la giovane a ottobre è arrivata a Callan, poco distante da Kilkenny, appunto, per cominciare il progetto finanziato dall’Unione Europea.
«Sono ospite di una famiglia polacca – dice – con due bimbi che adoro». E il KCat center, è un luogo in cui la creatività non ha limiti e dove, Alice, ha scoperto di poter essere una figura di riferimento per persone con disabilità sia fisiche che psichiche. Al centro ci sono laboratori di pittura, scultura, teatro, c’è uno studio che accoglie artisti professionisti disabili. Dopo Natale il lockdown è diventato più rigido e per il momento gli studenti non possono essere accolti nella struttura (i volontari ne stanno approfittando per risistemarla) ma, paradossalmente, è stato questo che ha permesso alla formiginese di capire quanto, il suo ruolo, sia importante per i disabili che accompagnano durante i laboratori: «Inizialmente, durante le attività in presenza – spiega – io facevo quello che facevano loro, ad esempio disegnavo e basta, mi sentivo un po’ strana, avevo l’idea di partecipare solo alla sessione. Mi sono resa conto della nostra importanza durante la prima lezione online, quando ho notato la faccia degli studenti quando mi hanno vista. Hanno necessità di sentire persone positive vicine». Con i frequentatori del centro disabili – alcuni dei quali, come detto, sono artisti professionisti - Alice ha instaurato un vero legame: «Sono anche io ad imparare da loro, è uno scambio reciproco. Questo posto mi sta dando la possibilità di affinare sempre più le mie competenze artistiche». Il ritorno è previsto per giugno e se da un lato la speranza è quella di trovare dei voli a disposizione, dall’altra, dice: «Credo che dopo sarà difficile trovare lavoro, perché un posto così bello penso non ci sia da nessuna parte». — S.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
