Appello di Carcere-Città: «È importante insistere nella ricerca della verità»
"Archiviazione? No, grazie". A quasi un anno dalle nove morti dopo gli scontri nel carcere modenese, il comitato “Verità e giustizia per la strage di Sant’Anna” non mollae anzi rilancia. I rappresentanti danno appuntamento alle 10.30 di oggi per un presidio davanti al Sant’Anna. Nell’occasione, il comitato presenterà il dossier sui fatti dell’8 marzo 2020. Testimonianze pubblicate in anteprima descrivono scene di violenza e ribadiscono la rivendicazione sanitaria che vi sarebbe stata alla base della rivolta. La Procura di Modena ha sottoposto al Tribunale una richiesta di archiviazione di settanta pagine per otto dei nove decessi. «È escluso per tutti il contestuale verificarsi di atti violenti», è la posizione espressa dal procuratore Giuseppe Di Giorgio. Tale posizione riguarda Erial Ahmadi, Slim Agrebi, Hafedh Chouchane, Ben Mesmia Lofti, Ali Bakili, Ghazi Hadidi, Abdellah Rouan e Artur Iuzu, otto detenuti morti tra Modena e i trasferimenti dopo la rivolta. I decessi sono da ricondurre a overdose da metadone. La Procura di Ascoli segue il caso di Salvatore Cuono Piscitelli, nono detenuto morto. Il legale bolognese Luca Sebastiani s’è già opposto alla richiesta d’archiviazione. «Solo se la giustizia si mostrerà credibile sarà possibile recuperare un rapporto costruttivo con la città e le istituzioni», rilancia il gruppo Carcere-Città. Il gruppo riflette sui fatti dell’8 marzo, partendo dai nove nomi. «I locali semidistrutti sono ormai in gran parte recuperati - spiega Carcere-Città - non così gli animi e il funzionamento delle istituzioni, ancora turbati, anche a causa della malattia che continua a tormentare la nostra società e impone limiti gravosi». Segue un appello a proseguire. «Ritrovare la strada della ragione e della responsabilità personale e istituzionale è molto faticoso - assicura il gruppo - allora qualcosa è sfuggito e ha messo a nudo il peggio di noi e delle nostre istituzioni. Però lo dobbiamo ai ragazzi che sono morti in questo buio e che non abbiamo saputo proteggere. Perché possiamo riuscirci è necessaria una più sollecita ricerca della verità, anche giudiziaria, su quelle giornate». —
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