«No alle conclusioni C’è tanto da capire»
«Per ora è importante che a Modena non cali il silenzio, che la città si accorga che il carcere è una sua parte». Così Alice Miglioli del comitato Verità e Giustizia: «Per la ricorrenza della strage dell’8 marzo è importante che non cali il silenzio su quella che è la seconda strage più grande dal Dopoguerra in città ed è importante che si mantenga una luce sempre accesa sulle indagini e quella che è la verità. Dal momento che la verità ufficiale è discordante dalle testimonianze raccolte in questo anni». A proposito del dossier presentato ieri: «Il dossier è stato un lavoro per noi molto impegnativo. È diviso mese per mese, c’è una lunga introduzione non solo su quello che si è venuto a sapere ma anche su quello che successo a chi era dentro dopo l’8 marzo. Raccogliamo la rassegna stampa e poi ci sono testimonianze anche inedite. La conclusione è che non c’è una conclusione. Abbiamo deciso di porre invece dodici domande aperte perché ci sono tante cose che ancora non si sanno e che hanno vissuto anche tanti detenuti in seguito ai trasferimenti. Vogliamo che le indagini restino aperte. Cosa che no è scontata dopo la richiesta di archiviazione della Procura per otto dei nove morti (tranne Sasà Piscitelli, ad Ascoli). Non ci muoveremo di un metro di fronte all’ipotesi di chiudere tutto così in fretta di fronte alla morte di nove persone. Bisogna indagare oltre. Poi siamo anche in contatto con alcuni avvocati che non hanno intenzione di non mollare e faremo tutto ciò che servirà anche per vie legali». —
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