Cordolo rialzato in via Barozzi La rabbia dei motociclisti
Il giorno peggiore è stato il 25 febbraio, quando in una sola giornata sono caduti in quattro: qualcuno se l’è cavata con uno spavento, mentre per qualcun altro è stato necessario un passaggio in ospedale. Nel frattempo, i commercianti del viale ci hanno fatto l’abitudine, uscendo a controllare e a dare una mano ogni volta che si sente una caduta. Succede in viale Barozzi, dove il cordolo installato da poche settimane per delimitare la corsia riservata agli autobus sta creando parecchi problemi ai motociclisti.
Il punto problematico è all’altezza dell’intersezione con via Campori: a pochi metri dall’incrocio, sul viale è stato installato un cordolo giallo alto qualche centimetro, con l’obiettivo di separare la corsa dei bus - gli unici che possono circolare in direzione opposta alle auto, da viale Giardini alla via Emilia - dalle altre. Uno spartitraffico che ha però creato parecchi problemi ai motociclisti che si immettono da via Campori a viale Barozzi, tanto che sono diversi i centauri caduti sull’asfalto dopo l’impatto tra la ruota anteriore in curva e il cordolo. Tra le “vittime” della nuova striscia gialla c’è anche Stefano Bellei, ex segretario cittadino della Lega: «Mi sono immesso sul viale in moto - spiega - e dopo qualche metro ho trovato il cordolo, che essendo sopraelevato mi ha fatto cadere». Una brutta caduta, nella quale Bellei ha riportato diverse ferite e una costola incrinata, tanto da rivolgersi alla polizia municipale per far notare che quel manufatto è pericoloso per i motociclisti: «Nello stesso giorno siamo caduti in quattro - riprende - dunque è evidente che quel cordolo, messo in quella posizione a pochi metri dalla curva, rappresenta un serio rischio per le moto». —
L.G.
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