Magnani: «Un anno fa l’inizio di un incubo ma il Cimone si rialzerà»
SESTOLA. Esattamente un anno fa la chiusura degli impiantidi risalita e lo stop alla stagione turistica sugli sci.
«È un giorno che non dimenticherò facilmente , è passato esattamente un anno da quando il presidente del consiglio Conte durante la notte “ era sabato “ prese la decisione di fare zona rossa Modena e di conseguenza il Cimone.In questi 365 giorni è cambiato il mondo - scrive Luciano Magnani, presidente del Consorzio - mai avrei immaginato che da quel 9 marzo gli impianti di risalita non avrebbero più girato per ospitare gli sciatori e tutti i maestri di sci non avrebbero più indossato la loro divisa per insegnare a tanti principianti e appassionati di sci, sembra un brutto sogno e pure è la realtà . Purtroppo a tantissime persone legate al mondo della neve , pensiamo ai gestori di noleggi, di rifugi , di bar sulle piste albergatori negozianti , affitta camere ai numerosi dipendenti stagionali che con il loro lavoro contribuivano a far andare una stazione sciistica da allora non recepiscono uno stipendio. Sì perché il mondo legato alla filiera della neve in questo anno è stato uno dei settori più penalizzato.Pensate che è esattamente un anno che il Consorzio Cimone non incassa un euro e sperando sempre illudendosi di aprire , come annunciato dai vari decreti ne ha spesi, qualsiasi azienda trovandosi in questa situazione non può andare avanti, però con tutto il consiglio di amministrazione nella speranza che arrivino i contributi promessi “che mi sembra il minimo in quanto non abbiamo chiuso per colpa nostra ma siamo stati obbligati” con la vicinanza delle istituzioni e dei vertici regionali cerchiamo anche se non è facile di programmare un futuro che permetta al Cimone di continuare l’ attività e di conseguenza fare lavorare un intero territorio che senza il turismo legato alla neve morirebbe... ». —
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