«La pista all’interno del Parco è costosa e il resto dell’area verde è abbandonato»
«La pista all'interno del Parco delle Rimembranze è costata ai carpigiani centinaia di migliaia di euro, ma il parco versa tuttora in condizioni di trascuratezza ed abbandono».
La protesta, racchiusa in un’interpellanza, è della capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Annalisa Arletti.
«L’inesistente attività di raccolta foglie e rami caduti, la mancata manutenzione e/o sostituzione degli arredi danneggiati e la scarsa illuminazione, rendono soprattutto dopo il crepuscolo – prosegue la capogruppo – l’area poco fruibile ai cittadini anche solo per il transito ciclopedonale in entrata o uscita dal cento storico. In queste condizioni, diventa invece zona di insediamento da parte di soggetti dediti al consumo di alcool (nonostante i divieti in vigore) e di compagnie di giovani che non rispettano le attuali norme antiCovid sull’uso di dispositivi di protezione e assembramenti».
«Ci chiediamo, alla luce dello stanziamento di 220mila euro per, quale sarà la destinazione d’uso della nuova e costosa pista, ma soprattutto ci chiediamo cosa ne sarà del Parco delle Rimembranze, quale sia il progetto complementare – attacca Arletti – Per quale ragione la pista attualmente inutilizzata sia sempre illuminata a discapito del resto del parco? Sono previste ulteriori opere a completamento e miglioramento di un investimento così importante che al momento, non è altro che una cattedrale nel deserto?».
«Assistiamo da tempo da parte della sinistra al governo della città a spreco di denaro pubblico, senza una visione complessiva di quello che accade intorno. Che senso ha avere una pista nuova, se tutto il resto manca?», conclude la consigliera.
Sempre riguardo alle aree verdi, l’amministrazione fa sapere che «prosegue la piantumazione di alberi di alto fusto da parte del Comune nelle aree verdi pubbliche: in questi giorni tocca al parco Berlinguer, alle aiuole di piazzale Donatori di Sangue (ospedale) e nell'area adiacente le scuole “Fassi”. In particolare, si stanno mettendo a dimora aceri, frassini e sofore, cioè piante di oltre quattro metri».
L’assessore al Verde Artioli sottolinea che nei primi due mesi di quest'anno «abbiamo già superato i duecento esemplari superiori ai quattro metri. La nostra rivoluzione verde continua: con piante, non a parole». —
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