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Orologi, specchi e scacchiere Dalle mani di Mauro il marmo prende nuova vita

Serena Arbizzi
Orologi, specchi e scacchiere Dalle mani di Mauro il marmo prende nuova vita

Pavullo. Bianconi ha aperto il suo laboratorio quand’era un ragazzino  «Quando vedo un oggetto unico nascere dal mio lavoro, sono felice» 

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IL PERSONAGGIO

Serena Arbizzi

PAVULLO. Scacchiere artigianali, specchi, orologi, tutti realizzati manualmente: pezzi unici, dalle mani al cuore di Mauro Bianconi che, ci tiene a precisare, non vende «ma regalo questi oggetti, che per me hanno tutti un significato particolare. Vogliono dire passione, per i materiali e il mestiere di trasformarli in qualcosa di nuovo».

Mauro Bianconi 86 anni, è ancora un consulente prezioso del laboratorio che porta il suo nome, a Pavullo. L’attività è condotta dal figlio Carlo, ma Mauro fornisce ancora tanti particolari a chi chiede lavori edili alla ditta specializzata in marmi. Un personaggio che anche alla sua bella età resta un punto di riferimento e che regala entusiasmo e positività.

«Sono di Fanano e ho iniziato da ragazzino a fare questo mestiere – rivela Mauro – Ho aperto il laboratorio nel 1964, da solo, facevo l’operaio ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di spiccare il volo. E ha funzionato. Nel laboratorio, che già da allora portava il mio nome, producevamo scale e bancali da finestra».

Ora, Mauro, con la sua manualità che deriva da tanti anni passati a forgiare anche i materiali più difficili, crea vere e proprie opere d’arte. Introvabili. Uniche.

«Gli oggetti più particolari sono specchiere e orologi, ma anche le scacchiere – svela l’86enne – Io li regalo e di solito sono sempre molto apprezzati. Adesso ho duecento orologi, una cinquantina di specchiere. Non so più dove metterle», scherza l’artigiano pavullese.

«Gli oggetti sono un po’ come figli – continua Mauro – Quando vedo un pezzo di marmo, io lo lavoro e alla fine non ce n’è uno uguale all’altro. Dal rosso Verona al rosso Portogallo, al bianco di Carrara, ci sono tante varianti che mi appassionano per le mie ispirazioni, ogni volta differenti».

Mauro è stato corteggiato per la realizzazione di più mostre con tutti gli oggetti.Ma la risposta è stata sempre negativa. «Preferisco tenerli direttamente in casa: sono belli e mi piace circondarmene», specifica.

Carlo, il figlio, porta avanti l’attività di famiglia. «Ho rilevato l’attività nel 2013 – aggiunge Carlo – Ho continuato a fare lavori edili: realizziamo dalle lapidi e alle cale. Papà produce questi oggetti meravigliosi e quando realizza questi manufatti è felice. Li fa proprio con il cuore e con soddisfazione. Un orologio con particolari di onice è il pezzo più bello che abbia realizzato. I materiali sono scelti e trasformati fino a prendere nuova vita». —

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