Paternoster: «Risposta alle richieste della città» Ma la politica battibecca
“I gialli oppure i neri?”. È un quesito che i venditori filippini di shaboo già si ponevano nel 2019 nel confrontarsi su chi fossero i grossisti visto che il monopolio cinese era evidentemente intaccato dai nigeriani. E quello spaccato, emerso da un’indagine con ramificazioni a Modena della polizia di Monza, si ripropone anche nell’inchiesta “Sacca” della Squadra Mobile modenese. È la shaboo la grande novità degli ultimi anni, che entra nelle droghe più ricercate.
«Con questa operazione – ha detto Mario Paternoster, dirigente della Squadra Mobile – abbiamo dato anche una risposta alla città che ci chiedeva di intervenire. Tutto è iniziato grazie alle segnalazioni dei cittadini e da lì è partito un meticoloso lavoro di indagine con appostamenti, interventi e arresti, oltre al sequestro di diversa droga tra cui importanti quantità di shaboo. Si tratta di una sostanza non nuova ma che certamente si sta affermando sul mercato».
«Questa è la strada giusta – scrive Antonio Carpentieri, responsabile sicurezza Pd, facendo i complimenti alla polizia e chiedendo una Questura in fascia A – È l’attività investigativa quella che consente di individuare e sgominare le organizzazioni che operano in una rete ramificata sul territorio».
«Dall’operazione Sacca, che segue Milk and Coffee dei carabinieri – aggiunge Pier Giulio Giacobazzi (Fi) – emerge da un lato il grande e professionale lavoro delle forze di polizia e dall’altro la sconfessione netta delle politiche del Pd».
«Agli sforzi messi in campo da polizia, carabinieri e polizia locale – incalzano il senatore Stefano Corti e il referente provinciale Davide Romani (Lega) – non corrisponde una simile attenzione del centrosinistra sulla sicurezza». —
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