Per le micro e piccole imprese nel 2020 perso il 26% dei ricavi
Uno studio di lapam a modena e in regione
Il calo di fatturato delle micro e piccole imprese modenesi tra gli anni 2019 e 2020 è del 26,1 per cento.
Il dato, in linea con quello regionale (che si attesta sul -24,9%), emerge dalla rilevazione effettuata dall'Ufficio studi di Lapam Confartigianato che, nel febbraio scorso, ha realizzato 168 interviste a micro-piccole imprese e imprese artigiane di Modena e a 800 in Emilia Romagna.
Per la prima metà del 2021, poi, le imprese modenesi prevedono una riduzione dei ricavi del 13,9%, inferiore in questo caso al -15,6% registrato in Emilia Romagna. Sulla capacità delle micro e piccole imprese modenesi di recuperare i livelli di fatturato pre-Covid, la metà delle aziende indagate (49,7%) esprime «incertezza» rispetto all'andamento futuro del mercato e si dice non «in grado di prevedere» quando avverrà il recupero. «Si tratta di un'incertezza che deteriora le aspettative degli imprenditori sulla base delle quali si parametra la domanda di lavoro e quella per investimenti», ricorda Lapam. La quota rimanente (50,3%) di imprenditori, in media, prevede di poter recuperare i livelli di fatturato pre-emergenza sanitaria entro la prima metà del 2022. In questo contesto, è poco meno della metà delle imprese, il 48,3%, a risentire in modo particolare delle conseguenze della pandemia, tanto da temere «seriamente» di riuscire a superare la prima metà dell'anno in corso.
«Si tratta – puntualizza il presidente Lapam Gilberto Luppi – di imprese vitali, che nonostante tutto sono riuscite a sopravvivere allo shock conseguente alla diffusione del virus fino ad ora, ma che adesso, trascorso quasi un anno, devono fare i conti con un mercato ancora non favorevole al loro business. Va però tenuto conto che oggi si trovano davanti un mercato che risente ancora delle limitazioni per il contenimento della pandemia, avrebbero quasi certamente ancora spazio nel mercato post pandemia». Sul prossimo futuro l'indagine di Lapam evidenzia come l'85,3% delle imprese modenesi intenda affrontare i prossimi mesi introducendo «almeno un cambiamento», e in particolare: ampliare il numero di committenti (66,5%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi non connessi all'emergenza (41,2%), attivare nuovi canali di vendita (44,6%), entrare in nuovi mercati (38,9%), diversificare la produzione (38,5%), attivare nuove relazioni d'imprese (24,3%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi connessi all'emergenza (24,3%) e accelerare la transizione digitale (17,3%). —
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